Italia: record di emissioni inquinanti dai traghetti

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Inquinamento marittimo
Inquinamento marittimo

L’Italia si è confermata il primo Paese in Europa per emissioni di gas serra prodotte dai traghetti, con un totale di 2,4 milioni di tonnellate di CO₂. Questo dato emerge da una recente ricerca dell’associazione Transport & Environment, che ha messo in luce un’emergenza ambientale spesso sottovalutata.

A livello continentale, i 1.043 traghetti analizzati nel 2023 hanno emesso 13,4 milioni di tonnellate di CO₂, una quantità pari a quella prodotta da 6,6 milioni di automobili in un anno. Il problema è particolarmente evidente in alcune aree urbane: a Barcellona, Dublino e Napoli, l’inquinamento atmosferico generato dalle navi ha superato quello dell’intero parco auto cittadino.

I fumi prodotti durante le operazioni in mare, in porto o in manovra non rimangono confinati alle aree costiere. Penetrano nel tessuto urbano, influenzando la qualità dell’aria a chilometri di distanza e vanificando gli sforzi per ridurre il traffico veicolare privato. La classifica dei porti più inquinanti vede Barcellona al primo posto per emissioni di CO₂, seguita da diverse città italiane come Genova (5°), Livorno (7°), Palermo (8°) e Civitavecchia (9°).

Il combustibile navale è intrinsecamente più “sporco” di quello stradale, rilasciando un mix di ossidi di zolfo (SOx), ossidi di azoto (NOx) e polveri sottili (PM2.5). L’impatto sulla salute pubblica è diretto, soprattutto quando le navi rimangono ormeggiate con i motori accesi per alimentare i servizi di bordo, rilasciando costantemente inquinanti a bassa quota vicino ai centri abitati.

Nonostante il primato negativo, l’Italia ha un enorme potenziale di decarbonizzazione. La sua flotta di 167 traghetti, una delle più grandi d’Europa, presenta ampi margini di miglioramento. Secondo lo studio, il 51% dei collegamenti nazionali potrebbe già essere servito da unità full-electric, mentre un altro 26% sarebbe ideale per una conversione ibrida. Con un’età media della flotta europea di 26 anni, il rinnovamento ecologico è una necessità.

Le soluzioni per invertire la rotta esistono e sono tecnologicamente mature. La più immediata è il “cold ironing”, ovvero l’elettrificazione delle banchine per permettere alle navi di spegnere i motori in porto e collegarsi alla rete elettrica. Questa misura da sola potrebbe ridurre le emissioni di CO₂ fino al 42%.

Sebbene i fondi del PNRR abbiano autorizzato interventi di modernizzazione, l’adeguamento delle navi procede lentamente. La strategia a lungo termine dovrà basarsi sullo sviluppo di traghetti elettrici per le brevi tratte e sull’adozione di carburanti alternativi, come idrogeno verde e ammoniaca, per i viaggi più lunghi. Il passaggio all’elettrico, inoltre, si rivelerebbe più economico da gestire rispetto alle navi a combustibili fossili per oltre la metà della flotta.

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