Roberto Mancini ha confermato la sua linea su Samuele Inacio. Per la terza volta consecutiva, il commissario tecnico ha escluso il talento del Borussia Dortmund dalla lista dei convocati per la partita dell’Italia contro la Francia, valida per la Nations League. Questa decisione segue le mancate convocazioni precedenti, delineando un quadro di incertezza sul futuro azzurro del giocatore.
Con questa esclusione, a Inacio resta una sola e ultima possibilità in questa finestra di impegni internazionali per assicurarsi un futuro con la Nazionale italiana. L’occasione sarà la partita contro la Turchia, in programma a Bologna. Un esordio in quella gara ufficiale sarebbe fondamentale, altrimenti il rischio che il giocatore possa scegliere un’altra nazionale diventerebbe estremamente concreto.
Ma perché l’Italia rischia di perdere questo promettente attaccante? Nato a Bergamo il 2 aprile 2008, Samuele è figlio di Inacio Pià, ex attaccante brasiliano che ha militato in diverse squadre italiane. Grazie alle sue origini, il giovane calciatore possiede il doppio passaporto, italiano e brasiliano, che lo rende convocabile da entrambe le federazioni calcistiche.
In passato, Inacio ha già indossato la maglia della Nazionale maggiore. È accaduto il 3 giugno 2026, durante l’amichevole Lussemburgo-Italia, sotto la guida del CT ad interim Silvio Baldini. In quell’occasione, il giocatore è entrato in campo solo per un minuto nel finale, ma quell’esordio non ha valore ai fini del regolamento FIFA, poiché si è trattato di una partita non ufficiale.
Le normative FIFA sui cambi di nazionalità sono chiare. Per legare un giocatore in modo irreversibile a una sola federazione, sono necessarie almeno tre presenze in partite ufficiali. Esiste anche uno scenario intermedio: con una sola presenza in una gara ufficiale, il cambio di nazionale è ancora possibile ma diventa più complesso, poiché il calciatore deve attendere almeno tre anni dall’ultima partita disputata.
Di conseguenza, l’eventuale esordio di Inacio contro la Turchia complicherebbe un suo passaggio al Brasile per i prossimi tre anni, rappresentando una forma di “blindatura” temporanea. In caso di un’altra mancata convocazione, invece, la federazione brasiliana potrebbe intensificare il suo corteggiamento, approfittando della situazione di stallo con l’Italia.
Nonostante la pressione esterna, un elemento rimane centrale: la volontà del ragazzo. Inacio ha sempre dichiarato pubblicamente di sentirsi italiano e di sognare, fin da bambino, di vestire la maglia azzurra. Tuttavia, se la porta della Nazionale maggiore dovesse rimanere chiusa a lungo, non si può escludere che il giovane possa riconsiderare le sue opzioni, con l’ipotesi verdeoro che tornerebbe a essere uno scenario plausibile.






