Italia, stop allo spreco nelle mense scolastiche

54
Spreco alimentare
Spreco alimentare

A Roma, presso la Camera dei Deputati, si è tenuto un convegno per tracciare il futuro delle politiche contro lo spreco alimentare, a dieci anni dall’approvazione della Legge 166/2016. L’incontro, promosso dalla società PlanEat su iniziativa dell’onorevole Maria Chiara Gadda, ha posto l’accento su una nuova fase: non più solo la gestione delle eccedenze, ma la prevenzione a monte del problema.

Il focus principale è stato il settore della ristorazione scolastica. In Italia, ogni giorno vengono preparati circa 3 milioni di pasti per le scuole, ma le stime indicano che una quota allarmante, vicina al 30%, finisce tra i rifiuti senza essere consumata. Un’inefficienza che ha un costo ambientale, economico ed educativo.

L’obiettivo discusso è stato quello di integrare strumenti innovativi e digitali direttamente nelle politiche pubbliche. In particolare, si è parlato della necessità di aggiornare i capitolati di gara per gli appalti delle mense. I nuovi bandi dovrebbero includere requisiti più stringenti per il raggiungimento dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), imponendo l’uso di tecnologie per il monitoraggio e la prevenzione dello spreco.

Durante l’evento, PlanEat ha presentato la propria piattaforma per la pianificazione digitale dei pasti e l’analisi dei dati di consumo. Questi sistemi permettono di programmare con maggiore precisione il servizio, ma anche di supportare i percorsi di educazione alimentare degli studenti e di ridurre lo spreco in modo strutturale.

È stato inoltre illustrato il progetto pilota “PlanEat Scuole”, realizzato con successo in una mensa della provincia di Pavia. L’iniziativa ha introdotto la possibilità per gli studenti di scegliere in anticipo il proprio pasto e ha utilizzato un sistema di pianificazione basato sui dati reali di consumo, dimostrando l’efficacia dell’approccio preventivo.

Il dibattito si è inserito nel più ampio contesto delle politiche europee, che fissano l’obiettivo di una drastica riduzione degli sprechi alimentari entro il 2030. Da qui l’urgenza di adottare sistemi di misurazione omogenei e affidabili a livello nazionale. L’incontro ha riunito istituzioni, amministrazioni locali e operatori del settore per definire strumenti concreti capaci di migliorare la sostenibilità ambientale, la qualità del servizio e l’efficienza della spesa pubblica.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome