Italia: tesi premiate contro nanoplastiche e tossine

129
Inquinamento agricolo
Inquinamento agricolo

Confagricoltura Donna ha assegnato un premio a due tesi di laurea magistrale che uniscono agricoltura, sostenibilità e discipline scientifiche (STEM). L’iniziativa, nata dalla collaborazione con diversi atenei italiani, ha l’obiettivo di valorizzare il talento femminile e sottolineare il ruolo cruciale dell’innovazione nel settore.

L’associazione ha scelto di sostenere concretamente la formazione e la ricerca, finanziando bandi per lavori universitari incentrati su un’agricoltura moderna. “Mentre molti si limitano a slogan, noi lavoriamo tutto l’anno con progetti mirati che aprono spazi reali alle donne”, ha dichiarato Alessandra Oddi Baglioni, presidente di Confagricoltura Donna. “Questo progetto è un esempio di ciò in cui crediamo: valorizzare il talento che può cambiare il futuro”.

La prima tesi premiata, di Elisabetta Vivino dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha studiato gli effetti della contaminazione da nanoplastiche sul grano duro. La ricerca ha analizzato l’impatto di queste particelle sulla salute delle piante e ha investigato la loro possibile presenza nei chicchi destinati al consumo umano.

L’approccio multidisciplinare ha permesso di identificare le vie metaboliche con cui la pianta risponde all’esposizione alle nanoplastiche. Questi risultati aprono la strada a nuove strategie di miglioramento genetico per sviluppare varietà di grano più resistenti a questo tipo di inquinamento.

La seconda tesi, di Alessia De Giorgi dell’Università di Udine, ha esplorato le potenzialità della camola della farina (Tenebrio molitor) per la detossificazione di materie prime agricole. In particolare, lo studio si è concentrato sulla riduzione dell’aflatossina B1, una micotossina la cui diffusione è aggravata dai cambiamenti climatici.

Le larve, allevate su crusca contaminata, hanno dimostrato di poter degradare circa l’82% della tossina presente. Solo una minima parte è rimasta nel loro organismo, in quantità inferiori ai limiti di legge, e un’altra piccola frazione nel substrato residuo. Lo studio conferma il grande potenziale di questo insetto in un’ottica di economia circolare.

Il progetto “Agricoltura e STEM” è nato in collaborazione con sei atenei italiani per creare un ponte tra università e mondo produttivo. L’iniziativa mira a costruire una visione condivisa di un’agricoltura sostenibile, dove le donne svolgono un ruolo sempre più centrale.

I dati confermano questa tendenza: quasi il 32% delle aziende agricole italiane è a conduzione femminile, e sono proprio queste a mostrare una maggiore propensione all’innovazione. Un ruolo che sarà celebrato a livello globale nel 2026, dichiarato dall’ONU “Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici”, a testimonianza del loro contributo fondamentale per la sicurezza alimentare mondiale.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome