Un innovativo sistema, denominato OS-IS, permette di misurare lo stato del mare ascoltando le vibrazioni che le onde trasmettono alla terraferma. Sviluppata da Lorenzo Iafolla, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), questa tecnologia si propone di superare i limiti delle tradizionali boe ondametriche utilizzando sensori sismici installati in ambienti protetti a terra.
Il principio di funzionamento si basa sulla rilevazione del segnale microsismico, un debole e continuo ‘tremore’ terrestre. Questo è generato sia dall’impatto delle onde sulla costa sia, in modo meno intuitivo, dalla loro interazione in mare aperto. Queste vibrazioni si propagano nell’entroterra e possono essere captate da strumenti ad alta sensibilità anche a centinaia di chilometri di distanza, come ha dimostrato un esperimento che ha rilevato il segnale del mare dalla Svizzera.
Il principale vantaggio di OS-IS risiede nell’eccezionale affidabilità. A differenza delle boe, che operano in un ambiente marino ostile e sono soggette a guasti, manutenzione e interruzioni, il sistema a terra garantisce una raccolta dati quasi continua. Durante un intero anno di osservazioni, la percentuale di dati mancanti registrata dal sistema è stata di appena l’1%, un risultato nettamente superiore a quello degli strumenti in acqua.
Per tradurre il complesso segnale sismico in dati utili sullo stato del mare, il sistema si avvale del machine learning. In una fase iniziale di addestramento, un algoritmo di intelligenza artificiale è stato istruito per correlare le vibrazioni registrate con le misurazioni di una boa di riferimento. Una volta completata questa fase, OS-IS è in grado di operare in totale autonomia, fornendo stime precise del moto ondoso.
L’inserimento del progetto all’interno dell’ecosistema di innovazione RAISE è stato cruciale per trasformare il prototipo scientifico in uno strumento operativo. Questo passaggio ha permesso di rendere la tecnologia robusta, automatizzata e scalabile. Oggi OS-IS rappresenta una soluzione concreta per il monitoraggio ambientale, la validazione dei modelli meteo-marini e la gestione del rischio costiero, un’innovazione nata dall’incontro tra discipline diverse come la sismologia e l’oceanografia.



















