Italia: una nuova piattaforma per i rischi climatici

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Prevenzione rischi
Prevenzione rischi

È stato presentato a Roma il Sistema Integrato di Monitoraggio e Previsione (SIM), la nuova piattaforma nazionale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’infrastruttura, prima nel suo genere in Europa, è stata realizzata con un investimento di quasi 500 milioni di euro provenienti dai fondi del PNRR.

L’obiettivo del progetto è dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la prevenzione e la gestione dei rischi ambientali, dal dissesto idrogeologico agli incendi boschivi, passando per il monitoraggio dell’inquinamento marino e degli illeciti ambientali.

SIM si basa su un’infrastruttura tecnologica avanzata che impiega intelligenza artificiale e capacità di supercalcolo. Il sistema integrerà dati provenienti da oltre 40 amministrazioni pubbliche, enti centrali, regioni, Forze dell’Ordine e più di 3.000 fonti diverse, superando l’attuale frammentazione delle informazioni.

Questa enorme mole di dati sarà accessibile a Ministeri, Protezione Civile e tutte le amministrazioni coinvolte per migliorare la pianificazione e la gestione delle emergenze. Il progetto, proposto anche in ambito G7 e G20, è frutto della collaborazione tra il Ministero e partner tecnologici come Leonardo e DXC.

L’investimento complessivo sarà così ripartito: circa 250 milioni per il potenziamento delle reti di monitoraggio, 35 milioni per il rilievo lidar del territorio nazionale, 35 milioni per la lotta attiva contro gli incendi e 180 milioni per lo sviluppo software e le infrastrutture digitali.

Durante l’evento di presentazione ‘Beyond Climate’, il Ministro Gilberto Pichetto ha definito SIM ‘un avanzamento di grande valore, una certezza in più per la sicurezza ambientale’. La piattaforma, già funzionante e certificata dalla Commissione Europea, garantirà da subito la copertura del 100% delle regioni del Sud per il dissesto idrogeologico.

Lara Ponti, Vicepresidente di Confindustria, ha sottolineato l’importanza strategica della prevenzione, affermando che ‘il suo costo è sempre inferiore a quello della ricostruzione’. Questo approccio trasforma la conoscenza dei dati in azioni concrete per proteggere vite e ambiente.

L’urgenza di uno strumento simile nasce dalla constatazione che il cambiamento climatico ha reso i modelli previsionali tradizionali meno affidabili. Gli scienziati parlano di ‘fine della stazionalità’: fenomeni estremi, che un tempo si verificavano raramente, si stanno ripetendo con frequenza allarmante, rendendo il futuro più incerto.

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