L’amministratore delegato della Juventus, Giovanni Carnevali, è intervenuto dal palco del Festival dello Sport di Trento per delineare le strategie presenti e future del club. Durante il suo intervento, ha toccato temi cruciali, dall’imperativo economico del ritorno in Champions League alla visione tecnica che guiderà la squadra nei prossimi anni.
Il dirigente ha messo un punto fermo e definitivo su una delle questioni più discusse tra i tifosi: un possibile ritorno di Antonio Conte. Carnevali ha usato parole inequivocabili per chiudere la porta all’ex allenatore, acclamato a gran voce dalla piazza. “Conte è un amico e un allenatore top, di grandissimo livello, ma non è un nostro pensiero e non lo è mai stato”, ha dichiarato, sgombrando il campo da ogni speculazione.
La decisione, ha spiegato l’ad, non è legata a una mancata stima, ma a una precisa scelta strategica. Nonostante l’affetto e l’apprezzamento che circondano la figura dell’ex condottiero, la dirigenza ha scelto di percorrere una strada differente, basata su principi di stabilità e programmazione a lungo termine.
Il fulcro di questa programmazione è la totale fiducia riposta nell’attuale guida tecnica, Luciano Spalletti. “In questo momento abbiamo bisogno di continuità”, ha affermato Carnevali. Ha poi proseguito elogiando il lavoro del tecnico e del suo staff, definito “molto preparato” e capace di creare un forte spirito di unione all’interno del gruppo.
Il supporto della società, ha aggiunto, è incondizionato, soprattutto nei momenti di difficoltà, perché “essere vicini serve soprattutto quando le cose vanno male”. Le qualità dell’allenatore sono state descritte con grande ammirazione. “Di allenatori ne ho visti tanti, lui è capace, insegna calcio. Vorrei farvi venire a vedere un allenamento per capire la sua metodologia”.
Carnevali ha anche parlato del carattere del tecnico, riconoscendone la forte personalità come un valore aggiunto. “Ha il suo carattere, ci mancherebbe. Ognuno è diverso, ma lui possiede una grande voglia di vincere, una fame che trasmette a tutta la squadra”.
Questa scelta si inserisce in un piano più ampio che mira a ricostruire un ciclo vincente su basi solide. Il ritorno nell’Europa che conta non è solo un obiettivo sportivo, ma una necessità finanziaria per garantire la sostenibilità del progetto e la competitività della rosa. In quest’ottica, la stabilità tecnica è vista come un pilastro fondamentale.
L’amministratore delegato ha concluso ribadendo la stima per entrambi i profili, ma tracciando una linea netta. “So che Conte è un allenatore gradito a tutti, a tanti, ma credo che anche Spalletti sia gradito a tanti”. Alla fine, però, saranno i risultati a parlare: “Conta solo il campo, le parole non contano un tubo”, ha chiosato il dirigente.



