La Juventus Football Club ha archiviato l’esercizio finanziario al 30 giugno 2024 con una perdita consolidata di 66 milioni di euro. Il risultato, che sarà sottoposto all’approvazione dell’assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 3 novembre, segna il nono bilancio consecutivo in rosso per la società bianconera, evidenziando un passivo in aumento rispetto ai 58,1 milioni dell’esercizio precedente.
L’analisi dei conti rivela un calo complessivo dei ricavi e proventi, scesi del 10,4% per attestarsi a 474,7 milioni di euro. Questa contrazione è attribuibile principalmente a due fattori determinanti che hanno inciso sulla performance economica del club nel corso della stagione.
Il primo elemento riguarda la diminuzione dei proventi derivanti dai diritti audiovisivi, che si sono fermati a 145,5 milioni. La mancata partecipazione alle competizioni UEFA ha avuto un impatto significativo su questa voce di bilancio. In secondo luogo, si è registrata una forte riduzione delle plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori, una componente che in passato aveva contribuito in modo più sostanziale ai ricavi.
In controtendenza, il club ha registrato una crescita incoraggiante sul fronte commerciale e delle attività legate allo stadio. I ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità sono infatti aumentati, raggiungendo i 126 milioni di euro, grazie al consolidamento di partnership strategiche come quelle con Jeep e il nuovo accordo con Visit Detroit. Anche i ricavi da gare hanno mostrato un andamento positivo, salendo a 66,7 milioni, a testimonianza di un Allianz Stadium tornato a essere un fattore economico trainante.
Sul fronte dei costi, la gestione societaria ha proseguito con determinazione il percorso di razionalizzazione e contenimento della spesa. I costi operativi totali sono diminuiti del 10,4%, attestandosi a 363,6 milioni di euro, una percentuale di riduzione che rispecchia quella del calo dei ricavi, indicando un attento controllo di gestione.
Un dato particolarmente rilevante è la contrazione della spesa per il personale tesserato, il cosiddetto monte ingaggi, che è scesa a 209,8 milioni di euro. Questa diminuzione è il risultato diretto delle politiche di mercato attuate dalla dirigenza, orientate a un ringiovanimento della rosa e all’uscita di giocatori con stipendi elevati, in linea con i nuovi parametri di sostenibilità economica.
Nonostante la nona perdita consecutiva, il bilancio evidenzia segnali di un cambiamento strutturale nella gestione economica del club. La strategia punta a un equilibrio finanziario di lungo periodo, basato sul controllo dei costi, sulla valorizzazione dei giovani talenti e sull’incremento dei ricavi commerciali. Il ritorno stabile nelle massime competizioni europee rimane l’obiettivo cruciale per invertire la tendenza e garantire nuove, fondamentali risorse economiche per il futuro.




