La Juventus si trova di fronte a un ostacolo normativo per trovare un sostituto di Manuel Locatelli tra i calciatori svincolati. Nonostante le suggestioni del mercato, come quella legata a Marcelo Brozovic, le regole della Serie A sulla compilazione delle rose rendono l’operazione estremamente complessa. Il cambio diretto tra un giocatore formato in Italia e uno cresciuto all’estero non è infatti percorribile.
La questione nasce dalle limitazioni imposte per la lista dei 25 giocatori che ogni club di Serie A deve presentare a chiusura del calciomercato. Questa lista è suddivisa in tre categorie precise. Un massimo di 17 posti è destinato a calciatori senza vincoli di formazione, sebbene soggetti alle norme sugli extracomunitari. A questi si aggiungono fino a quattro posti per giocatori formati calcisticamente in Italia e altri quattro per atleti cresciuti nel vivaio del club stesso.
La definizione di giocatore “formato” è chiara e non lascia spazio a interpretazioni. Secondo il regolamento, si intende un calciatore che, “tra i 15 anni e i 21 anni di età, indipendentemente dalla nazionalità o età, sia stato tesserato a titolo definitivo per il club nel quale milita per un periodo, anche non continuativo di 36 mesi o per tre intere stagioni sportive”. Un giocatore è invece considerato “formato in Italia” se ha rispettato gli stessi criteri per un qualsiasi club italiano.
Il problema per la Juventus è che i 17 slot liberi da vincoli di formazione sono già tutti occupati. Questa saturazione aveva già costretto la dirigenza, a inizio stagione, a escludere dalla lista per la Serie A giocatori come Arkadiusz Milik e Khephren Thuram, che potranno essere reintegrati solo con la riapertura delle liste a gennaio.
Di conseguenza, l’eventuale esclusione di Manuel Locatelli dalla lista a causa del suo infortunio libererebbe un posto destinato a un “giocatore formato in Italia”. Questo slot non potrebbe essere utilizzato per tesserare un atleta cresciuto all’estero come Brozovic. Per fare spazio a un profilo internazionale, la Juventus dovrebbe escludere un altro dei 17 giocatori non formati in Italia, privando però la guida tecnica di una risorsa già a disposizione e non infortunata.
L’unica alternativa sarebbe orientarsi su uno svincolato cresciuto in un vivaio italiano, ma il mercato attuale non sembra offrire profili ritenuti all’altezza per un innesto immediato. Infine, esiste la possibilità di tesserare giocatori Under 22, che possono essere schierati senza alcuna limitazione di lista. Tuttavia, anche in questa categoria, il panorama degli atleti senza contratto non presenta al momento opportunità significative per il club bianconero.








