La pesante sconfitta per 3-0 subita contro la Lazio ha innescato una profonda riflessione in casa Juventus. Al termine di una notte di analisi alla Continassa, la dirigenza ha confermato la propria intenzione di proseguire con Luciano Spalletti.
La sentenza è stata unanime e la sua posizione non è mai stata messa in discussione nell’immediato, ma l’orizzonte temporale per la tolleranza di nuovi errori si è drasticamente ridotto. La fiducia della proprietà, ribadita anche dall’amministratore delegato di Exor, John Elkann, rimane, ma i bonus per il tecnico sono ormai esauriti.
Lo stesso Spalletti ha ammesso di aver ‘perso’ la squadra, un’impressione confermata da un’involuzione di gioco e risultati che la classifica testimonia. Sebbene i vertici del club escludano l’esistenza di una fronda interna contro l’allenatore, il numero degli scontenti all’interno dello spogliatoio è in aumento.
Tra questi figurano Zhegrova, escluso dalla lista UEFA, ma anche giocatori come Gatti e Kelly, apparsi in difficoltà nelle uscite europee. I titolari Bremer e Lucumì faticano a imporsi, Cambiaso non ha trovato continuità, mentre Koopmeiners non è ancora riuscito a esprimere il suo potenziale. A questo si aggiunge la frustrazione di Conceiçao, che tornerà da un infortunio tra un mese.
All’indomani della partita, l’allenatore toscano ha riunito il gruppo per affrontare una questione delicata: il ‘caso Bremer’. Il tecnico ha sottolineato la necessità di ponderare le parole per non ferire i compagni, in riferimento alle dichiarazioni del capitano. Il difensore brasiliano si è giustificato, spiegando di aver parlato spinto dalla rabbia e dalla delusione.
L’episodio ha sollevato interrogativi sulla sua leadership, dopo che ha accusato di scarso coraggio la squadra in un momento di difficoltà. La questione è stata gestita internamente, senza multe o revoche della fascia, ma attraverso un confronto diretto.
Il futuro immediato sarà decisivo per Spalletti. Il percorso in Europa League, con la prossima partita contro il Rennes, può rappresentare una via d’uscita, poiché la vittoria del trofeo garantirebbe l’accesso alla Champions League. Al contrario, le imminenti partite di campionato contro Lecce e Genoa potrebbero trasformarsi in trappole pericolose.
La stima reciproca tra la dirigenza e l’allenatore non è in discussione, ma la legge del campo è sovrana. I risultati delle prossime partite determineranno se a Spalletti sarà concesso il tempo necessario per riprendere il controllo della squadra.






