Giovanni Carnevali ha ricevuto un mandato chiaro al suo arrivo alla Juventus. La proprietà ha stilato una lista di obiettivi strategici che i suoi predecessori non sono riusciti a centrare e che ora non ammettono più ritardi.
Oltre ai risultati sportivi, il nuovo amministratore delegato e direttore generale dovrà allineare la gestione del club alle ambizioni di Exor su quattro fronti principali.
Il primo punto riguarda la capacità di vendere. Negli ultimi anni, la proprietà ha immesso ingenti capitali senza ottenere i ritorni sperati sul campo, rendendo cruciale l’autofinanziamento. A Carnevali, che al Sassuolo si è distinto per la sua abilità nel cedere a cifre importanti giocatori valorizzati, è stato chiesto di replicare quel modello in un contesto più complesso.
La missione sarà cedere, senza generare minusvalenze, quei calciatori in rosa che hanno un ingaggio elevato ma un rendimento al di sotto delle aspettative. Questa strategia di cessioni è propedeutica al mercato in entrata.
La Juventus dovrà realizzare operazioni mirate per conciliare le esigenze tecniche con le disponibilità economiche. Il nuovo AD avrà il compito di trovare un equilibrio per supportare le richieste dell’allenatore Thiago Motta senza compromettere il bilancio.
La lista del direttore sportivo Cristiano Giuntoli, già attiva da tempo, prevede almeno un innesto di qualità per reparto, con l’obiettivo di alzare il livello complessivo della rosa.
Un altro pilastro del progetto è la “linea verde”. La carriera di Carnevali testimonia una forte fiducia nei giovani e nei vivai, un aspetto che alla Juventus può dare un nuovo impulso al progetto Next Gen. Il club intende dare continuità al percorso dei talenti già presenti in casa, favorendo il loro passaggio in prima squadra.
Allo stesso tempo, si presterà particolare attenzione al mercato dei giovani talenti, specialmente quelli in uscita dai grandi club europei, cercando di replicare operazioni di successo come quella che ha portato Kenan Yildiz a Torino.
Infine, una delle richieste più sentite dalla proprietà è il ritorno al “Made in Italy”. Storicamente, la Juventus ha rappresentato la spina dorsale della Nazionale italiana, una tradizione che si è affievolita nelle ultime stagioni.
Sebbene la costruzione di un solido gruppo italiano richieda tempo e investimenti mirati, l’obiettivo per Carnevali è chiaro fin da subito. La sua esperienza al Sassuolo, dove ha contribuito a lanciare in Nazionale giocatori come Locatelli, Scamacca e Raspadori, rappresenta un precedente incoraggiante per la sua nuova missione a Torino.
















