L’ex centrocampista Massimo Mauro ha espresso un giudizio molto duro sulla Juventus dopo la recente prestazione contro la Lazio. In un’intervista, ha descritto la squadra vista allo stadio come un undici di Serie D, evidenziando una preoccupante difficoltà nei movimenti più basilari del gioco. I giocatori sono apparsi incapaci non solo di saltare l’uomo, ma anche di posizionarsi correttamente per ricevere il pallone o per contrastare gli avversari.
Secondo l’ex giocatore, la maglia bianconera è diventata pesante ‘come un’armatura’, un fardello che impedisce ai singoli di esprimersi al meglio. Questa situazione di blocco mentale ha reso la fase difensiva estremamente fragile, permettendo agli avversari di dominare con facilità e di far sembrare i difensori dei dilettanti.
Il problema principale, per Mauro, non risiede tanto nell’allenatore quanto nella qualità intrinseca della rosa, che ha definito più scarsa di quanto si pensasse inizialmente. Ha sottolineato come alcuni acquisti non abbiano giustificato l’investimento e come certi titolari non sembrino all’altezza di un club così prestigioso. L’idea di gioco di Spalletti, basata sugli esterni, è fallita anche a causa dell’infortunio di Yildiz e del rendimento non da top player di altri.
L’analisi si è poi concentrata su Luciano Spalletti. Per l’opinionista, la sua avventura alla Juventus è ‘peggio’ di quella con la Nazionale, perché ha la possibilità di lavorare quotidianamente con il gruppo senza però riuscire a trasmettere la sua tipica brillantezza. Da mesi la squadra non riesce a produrre quel ‘qualcosa in più’ che caratterizza le formazioni del tecnico toscano, anche se bisogna considerare le attenuanti.
Infatti, Mauro ha sottolineato l’importanza delle assenze per infortunio, citando giocatori chiave come Yildiz, Thuram e Locatelli. Senza di loro, la situazione è diventata critica. Mettere in discussione il tecnico senza valutare il contesto degli infortuni sarebbe ingiusto, ma il rendimento complessivo resta comunque allarmante.
Per uscire dalla crisi, è stata suggerita una soluzione tattica drastica: il passaggio al 3-5-2. Questo modulo garantirebbe maggiore solidità difensiva, con Bremer in un ruolo più protetto e un centrocampo a tre che potrebbe aiutare giocatori come Douglas Luiz a rendere meglio.
In questo nuovo assetto, Yildiz, una volta rientrato, dovrebbe agire da seconda punta al fianco di un centravanti, libero da compiti di copertura. Questa mossa, però, renderebbe di fatto superflui gli esterni d’attacco puri presenti in rosa, spiegando la difficoltà del club nel cambiare rotta dopo aver investito molto su di loro.





