Juventus, Maifredi critica Spalletti e invoca Conte

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Cronache Mercato
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Gigi Maifredi, che ha guidato la panchina della Juventus nella stagione 1990-91, ha analizzato senza mezzi termini il complicato avvio di stagione della squadra bianconera. In una recente intervista, l’ex tecnico ha offerto una disamina lucida e critica, non risparmiando stoccate alla gestione tecnica e alla dirigenza.

“La Juventus attuale è una squadra che non ha ancora trovato una sua identità precisa”, ha esordito Maifredi. “È capace di alternare sprazzi di bel gioco, momenti in cui sembra poter dominare l’avversario, a passaggi a vuoto sconcertanti. Si incappa in errori banali, quasi inspiegabili per professionisti di questo livello, come quelli visti nella recente partita contro il Sassuolo”. I gol subiti nei minuti finali di quella gara sono stati definiti senza appello: “Robe da matti, non si possono concedere reti in quel modo”.

L’analisi di Maifredi si è poi spostata sulla tenuta mentale del gruppo. “In molti si nascondono dietro agli infortuni, ma una rosa come quella della Juventus può e deve sopportare l’assenza di un giocatore come Locatelli. Il vero problema non è tecnico o numerico, ma risiede altrove”. Secondo l’ex allenatore, ciò che manca è l’entusiasmo, la fiamma interiore. “Non hanno la giusta carica, si percepisce un’atmosfera pesante. I giocatori si sentono tutti costantemente sotto esame, e questa pressione finisce per paralizzarli anziché spronarli”.

Il bersaglio principale delle critiche è stato però l’allenatore, Luciano Spalletti. Maifredi non ha usato giri di parole: “La sua conferma è stata un errore di valutazione. Se un allenatore non ti porta in Champions League, l’obiettivo minimo per un club come la Juventus, e tu decidi di tenerlo a prescindere, significa che non hai analizzato correttamente la situazione”. L’ex tecnico ha poi aggiunto un commento sullo stile comunicativo del tecnico di Certaldo: “Risponde sempre con quelle sue spiegazioni cervellotiche, complesse e arzigogolate, che alla fine dicono tutto e niente. Un modo di comunicare che forse sta già facendo finire la pazienza ai tifosi”.

E proprio pensando ai tifosi, Maifredi ha indicato la via per un’inversione di rotta: Antonio Conte. “Il pubblico juventino rivorrebbe Conte? Ma certo, è lui l’uomo che andava preso. È l’unico in grado di riportare fame, grinta e mentalità vincente”. L’ex tecnico ha anche affrontato il tema dei dissapori passati tra Conte e la proprietà: “Se la dirigenza tiene ancora conto di quanto successo anni fa, dimostra di essere un po’ permalosa. Il problema è che questo atteggiamento si ritorce unicamente contro la Juventus, privandola del miglior profilo possibile per ripartire”.

Infine, un’analisi tattica sul modulo. “Ho sempre criticato il 4-2-3-1, perché a mio avviso è un modulo autolesionista, che espone la squadra a troppi rischi e crea squilibri. Il 4-3-3, al contrario, riesce a dare più soddisfazioni e garanzie”. Secondo Maifredi, la rosa bianconera ha i giocatori adatti per interpretare questo sistema di gioco. “Spalletti dovrà trovare maggiore chiarezza in tutto ciò che fa, a partire dalla scelta del modulo e, soprattutto, dalla definizione dei ruoli in campo. Serve una linea guida netta e riconoscibile”.

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