L’ex centrocampista e attuale opinionista Giancarlo Marocchi ha commentato duramente la prestazione della Juventus nella sconfitta per 3-0 subita contro la Lazio. Secondo la sua analisi, i giocatori non dovrebbero seguire alla lettera le indicazioni di Spalletti, perché il sistema attuale non sta funzionando. L’allenatore, quindi, dovrà trovare un modo per spiegarsi meglio e ottenere prestazioni superiori.
Per i primi venti minuti, la partita si è giocata a ritmi altissimi imposti dalla Lazio, mentre una grande formazione come quella bianconera avrebbe dovuto dettare i tempi. Marocchi ha espresso scetticismo sulla capacità di ripresa del gruppo, notando come ogni volta che si intravede una speranza, subentri un nuovo problema.
Il tecnico non ha ancora trovato la quadratura del cerchio, specialmente dalla metà campo in su, dove le occasioni da gol nascono più dal caso che da un gioco consolidato e organizzato. L’opinionista ha proseguito sottolineando come i giocatori, pur entrando in campo per accontentare l’allenatore, debbano a un certo punto far emergere la propria personalità e la propria esperienza. ‘Stiamo parlando di giocatori con esperienza…’ ha affermato, evidenziando l’assenza di una figura capace di prendere in mano la situazione e organizzare i compagni.
La soluzione, secondo l’analisi, risiede in due possibilità: o Spalletti riesce a farsi capire in modo più efficace, oppure i giocatori dovranno dimostrare di saper trovare da soli le contromisure, cosa che finora non è avvenuta. Particolarmente severo è stato il giudizio sulla fase difensiva, con un esempio specifico: ‘Lucumì non può fare una roba del genere’.
L’errore, secondo Marocchi, è stato non capire la necessità di un raddoppio di marcatura in aiuto a Celik, un fondamentale per un giocatore di Serie A. ‘Se manca questa comprensione, abbiamo finito di parlare’, ha chiosato, definendo il 3-0 una conseguenza quasi matematica.
Per migliorare, Marocchi ha suggerito a Spalletti di semplificare l’approccio tattico. La Juventus possiede esterni capaci di saltare l’uomo; l’idea sarebbe quindi recuperare palla e, con uno o due passaggi al massimo, servirli immediatamente. A quel punto, servirebbero un attaccante e un centrocampista pronti a buttarsi in area di rigore, profili che però non abbondano nella rosa attuale. La chiosa finale è stata sulla totale assenza di carisma: ‘Alla Juve mancano leader, penso siamo vicini allo zero’. Un paragone impietoso con rivali come il Milan, che può contare su ‘Rabiot, Modric, Maignan’, e l’Inter, che ne ha ‘almeno quattro o cinque’.





