Walter Sabatini, storico dirigente del calcio italiano, ha analizzato lo stato di forma delle big di Serie A in un’intervista rilasciata a Tuttosport. L’ex direttore sportivo, che ha da poco iniziato una nuova avventura alla guida della Pro Sesto, ha condiviso il suo punto di vista a poche settimane dalla ripresa del campionato, soffermandosi in particolare sulle squadre allenate da tecnici con cui ha collaborato, come Luciano Spalletti.
Secondo il dirigente, il percorso della Juventus è del tutto normale. Le difficoltà iniziali sono dipese dalla perdita di giocatori importanti e dalla necessità di rivisitare leggermente la rosa. Sabatini ha suggerito l’integrazione di “massimo due giocatori, presumibilmente centrocampisti”. Ha poi aggiunto che le squadre di Spalletti hanno sempre bisogno di un lungo rullaggio, ma ha avuto l’impressione che la Juventus si sia già staccata dalla pista e sia pronta a raggiungere la sua quota di crociera, trovando un calcio profondo, creativo e produttivo.
L’analisi si è poi spostata sulla Roma di Gian Piero Gasperini, indicata da molti come principale antagonista dell’Inter per lo Scudetto. Sabatini ha descritto i giallorossi come una “serenissima candidata” a lottare fino in fondo, elogiando la coesione formidabile tra i giocatori e la condizione fisica inaspettata di elementi come Dybala. Per quanto riguarda il giovane Rodrigo Mora, lo ha definito un ragazzo talentuoso ma non ancora un talento completo, che dovrà misurarsi con le difficoltà tattiche di un campionato che ora lo marca con attenzione.
Il confronto con il Como di Cesc Fabregas ha evidenziato due filosofie diverse. Se la Roma di Gasperini è fortissima grazie alla coesione e all’identità di vedute tra tecnico e squadra, il suo successo passa spesso dalle prestazioni di Manu Koné, giocatore definito fondamentale per la sua capacità di fermare le ripartenze e riconquistare palloni. Sabatini ha notato come Koné abbia anche iniziato a cercare la porta, superando un suo vecchio limite.
Il Como, invece, gode di un “movimento culturale” imposto da Fabregas, che ha portato a un calcio spettacolare, sfrontato e allegro. Questo approccio è permesso da una società propositiva, che costruisce molto intorno alla squadra. A differenza dei lariani, la Roma ha una maggiore urgenza di ottenere il risultato.
Infine, un pensiero sull’Inter e su Cristian Chivu. Sabatini ha sottolineato come l’allenatore rumeno, fresco vincitore di uno scudetto, sia già un tecnico forte. Le attuali difficoltà dei nerazzurri sono state definite contingenti, risolvibili con alcuni aggiustamenti tattici. La rosa dell’Inter è stata descritta come la più completa e profonda della Serie A. Secondo il dirigente, Chivu è un grande allenatore perché affronta e risolve i problemi mantenendo sempre lucidità e serenità.









