Juventus, Pjanic svela il trucco per le punizioni

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Cronache Mercato
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Miralem Pjanic ha aperto il libro dei ricordi dal palco del Festival dello Sport di Trento, condividendo aneddoti e riflessioni sulla sua carriera, con un focus particolare sul suo periodo alla Juventus. L’ex centrocampista ha offerto uno spaccato inedito della vita nello spogliatoio, svelando i retroscena della convivenza con campioni come Cristiano Ronaldo.

Il tema più curioso ha riguardato la gestione dei calci di punizione, una delle specialità del bosniaco. La presenza di CR7, altrettanto desideroso di incaricarsene, ha creato una divertente dinamica gestita con astuzia da Massimiliano Allegri. “Con Ronaldo era davvero difficile calciare le punizioni. Quando si fissava, non c’era verso”, ha spiegato il giocatore. “Allegri aveva uno stratagemma: quando il fallo lo conquistava Cristiano, mandava subito in campo i fisioterapisti. Così lui era costretto a uscire momentaneamente e potevo batterla io”.

Un trucco che ha dato i suoi frutti. “Ricordo che accadde in una partita contro il Napoli, calciai io e feci goal. Quindi, grazie Max!”, ha concluso con un sorriso. Il discorso si è poi allargato ai fuoriclasse con cui ha condiviso il campo. Avendo giocato sia con Messi che con Ronaldo, la scelta non è stata semplice: “Se devo scegliere, dico Leo. La sua classe è qualcosa che non si può spiegare, è un dono di Dio”. Non sono mancate parole di stima per il portoghese: “Cristiano è speciale, è ossessionato dal gol e ha una forza mentale che andrebbe insegnata nelle scuole”.

Non solo aneddoti, ma anche il ricordo di grandi trionfi e cocenti delusioni. La ferita per la finale di Champions League persa a Cardiff contro il Real Madrid nel 2017 è ancora aperta. “A volte ho ancora gli incubi per il mio tiro parato da Keylor Navas. Il 4-1 finale non riflette la partita, non doveva finire così”. Secondo il bosniaco, la squadra ci credeva davvero. “Il 3-1 ci ha fatto male, ma è un grande dispiacere perché eravamo convinti di potercela giocare. Ci sentivamo forti”.

Pjanic ha poi sottolineato la forza di quella Juventus, pur con un rimpianto. “Non era la Juve più forte in cui ho giocato. Due anni dopo avevamo una rosa incredibile, con due squadre che potevano vincere lo scudetto”. Un pensiero anche per l’esperienza precedente con la Roma: “Mi dispiace non aver vinto nulla con i giallorossi, ma avevamo di fronte una Juve incredibile. Ad Allegri devo tanto, mi ha cambiato come giocatore”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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