La battaglia legale tra la Juventus e il suo ex fuoriclasse Cristiano Ronaldo ha raggiunto un nuovo, decisivo capitolo. Il club bianconero ha formalizzato il ricorso presso la Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio del sistema legale italiano, per contestare la sentenza relativa alle mensilità non corrisposte durante l’emergenza sanitaria da Covid-19.
La vicenda trae origine dalle cosiddette “manovre stipendi”, accordi siglati tra la società e i calciatori per differire il pagamento di alcune mensilità nelle stagioni colpite dalla pandemia. Al termine della sua esperienza a Torino, il campione portoghese ha richiesto il pagamento di circa 19,6 milioni di euro lordi che, a suo dire, gli erano stati promessi e mai versati.
Il primo verdetto è arrivato il 17 aprile 2024, quando il Collegio Arbitrale ha esaminato il caso. I giudici hanno accolto solo parzialmente le istanze dell’attaccante, riconoscendo un concorso di colpa tra le parti. La Juventus è stata così condannata a versare la metà della somma richiesta, pari a circa 9,8 milioni di euro, a cui si sono aggiunti interessi e rivalutazione monetaria.
Nonostante la decisione, la società ha scelto di non arrendersi e ha continuato la sua battaglia in tribunale. A tal fine, la Juventus aveva già provveduto ad accantonare l’intera somma nel bilancio dell’esercizio 2023/2024, una mossa prudenziale in attesa degli sviluppi legali. Il 26 settembre 2024, il club ha presentato un primo appello contro il lodo arbitrale presso la Sezione Lavoro del Tribunale di Torino.
Tuttavia, anche questo tentativo si è rivelato infruttuoso. Il 13 gennaio 2026, il tribunale torinese ha respinto l’impugnazione presentata dalla Juventus, confermando di fatto la validità del lodo arbitrale. Oltre alla somma dovuta al giocatore, il club è stato condannato al pagamento delle spese legali del secondo grado di giudizio, quantificate in circa 80 mila euro.
Con questa nuova sconfitta legale, alla Juventus non è rimasta altra strada che rivolgersi alla Corte di Cassazione. L’obiettivo del club è ottenere un completo ribaltamento delle sentenze precedenti, sostenendo l’invalidità delle pretese del calciatore. Ora si attenderà la fissazione della data per l’udienza, in cui i legali della società esporranno le loro ragioni di fronte ai giudici della Suprema Corte. Si tratta dell’ultimo atto di una complessa disputa finanziaria e legale che ha contrapposto il club a una delle sue stelle più celebri.



