La Juventus ha scelto la via della continuità tattica. Anche nella prossima trasferta in casa del Genoa, Luciano Spalletti riproporrà il modulo 3-5-2, lo stesso schieramento utilizzato nella recente e vittoriosa partita di Lecce. Una decisione che privilegia la cautela e la solidità difensiva in una fase delicata della stagione.
L’allenatore, pur essendo stato un precursore del gioco offensivo per gran parte della sua carriera, ha preferito non rischiare. Il ricordo della pesante sconfitta casalinga per 0-3 contro la Lazio è ancora vivido e ha spinto il tecnico a cercare maggiori coperture, adottando una filosofia che si avvicina molto al “primo non prenderle”.
La scelta del modulo parte da una valutazione attenta dei calciatori a disposizione e dalla necessità di garantire equilibrio. Si partirà dunque con cinque difensori di ruolo sin dal primo minuto. La linea a tre centrale sarà con ogni probabilità composta da Gatti, Bremer e Lucumi, mentre sulle fasce agiranno Kalulu e Cambiaso, pronti a un doppio lavoro di spinta e copertura.
Tuttavia, questo non significa che la squadra rinuncerà a ogni velleità offensiva. Lo stesso Spalletti ha spiegato come il sistema di gioco sia stato pensato per essere flessibile. Durante la conferenza stampa, ha chiarito come il modulo possa trasformarsi a gara in corso: “Basta una piccolissima rotazione e il 3-5-2 diventa un 3-4-2-1. Nei due sotto la punta ci possono stare tutti”.
Questa duttilità tattica apre scenari interessanti per i giocatori più creativi della rosa, che potrebbero trovare meno spazio dall’inizio. Parlando di Kerim Alajbegovic, il tecnico ha sottolineato: “Fa parte di quei calciatori che possono agire nel mezzo spazio. Lo stesso vale per Kolo Muani, che può interpretare il ruolo di trequartista o di punta esterna”.
Di conseguenza, si partirà con un assetto e si potrà finire con un altro, senza però stravolgere l’impianto di base, come ha confermato l’allenatore escludendo un ritorno alla difesa a quattro. Saranno piccole rotazioni, aggiustamenti mirati a cambiare l’inerzia della partita.
In questo contesto, il contributo dei giocatori che subentreranno dalla panchina diventerà fondamentale. Spalletti ha posto l’accento proprio su questo aspetto, evidenziando l’importanza della gestione dei cinque cambi a disposizione. “È facile individuare i sedici che giocheranno, ma è cruciale capire come verranno sfruttati i venti minuti che avranno a disposizione i subentrati”, ha concluso. L’impatto dei panchinari sarà la vera chiave per sbloccare le partite più complesse.




