Una Juventus irriconoscibile è emersa dopo la sconfitta per 3-0 contro la Lazio. Più che il risultato, a colpire è stato un post-partita che ha mostrato un club in piena confusione. Un giocatore in prestito da pochi mesi, Guglielmo Vicario, è stato mandato a parlare in conferenza stampa, mentre il capitano Gleison Bremer ha scaricato pubblicamente le responsabilità su una parte dei compagni.
A completare il quadro è arrivato l’allenatore, Luciano Spalletti, che prima ha bacchettato il suo capitano e poi ha dichiarato di non essere più sicuro di essere seguito dalla squadra. In passato, altre sconfitte pesanti non avevano mai portato a una tale disunione pubblica.
Questi comportamenti sono apparsi lontani dallo stile che ha sempre caratterizzato il club, un blocco unito sia nella vittoria che nella sconfitta. Figure come Del Piero, Buffon, Chiellini e Locatelli non avrebbero mai assunto un simile atteggiamento.
Resta memorabile l’intervento di Buffon nello spogliatoio di Reggio Emilia nella stagione 2015-16, dopo una sconfitta che aveva relegato la squadra al dodicesimo posto. Quelle parole di responsabilità diedero inizio a una rimonta che si concluse con la vittoria dello Scudetto.
Lo spettacolo offerto è stato disarmante, sia in campo che fuori, con un atteggiamento individualista in cui l’io ha prevalso sul noi. Se per molti giocatori e per il tecnico le crisi non sono una novità, per l’attuale dirigenza si tratta del primo vero banco di prova.
Per Giovanni Carnevali e Frederic Massara, questa rappresenta la prima emergenza seria da quando hanno assunto i loro ruoli. È un test cruciale per dimostrare la loro adeguatezza alla guida di una società così prestigiosa.
Ora la domanda è se Carnevali sia “da Juve”. Ha l’occasione di dimostrarlo prendendo in mano la situazione, a partire dalla gestione della comunicazione esterna. La decisione più importante, però, riguarda la guida tecnica.
Spalletti è un allenatore che la nuova dirigenza non ha scelto e che si è ritrovata con un rinnovo biennale appena firmato. La stagione, ancora lunga, rischia di sfuggire di mano.
È necessario agire con urgenza per evitare che la situazione precipiti ulteriormente. Il club può permettersi di continuare con un allenatore che ha perso la fiducia nel proprio gruppo?
L’ipotesi di una seconda mancata qualificazione consecutiva alla Champions League si fa sempre più concreta, con conseguenze che sarebbero drammatiche sia dal punto di vista sportivo che da quello economico.
Le soluzioni per Carnevali sono essenzialmente due. La prima è cambiare allenatore, cercando una scossa per il gruppo. La seconda è difendere il tecnico a spada tratta, anche contro uno spogliatoio che, come ha insinuato lo stesso Spalletti, potrebbe remare in un’altra direzione. Servono decisioni forti, prima che sia troppo tardi.





