La prima volta con la maglia azzurra è un’emozione che Michael Kayode ha ancora impressa nella memoria. Il terzino del Brentford ha raccontato il suo debutto in Nazionale, un’esperienza andata “meglio di come mi aspettavo”. Ha ringraziato il commissario tecnico per la fiducia concessagli nella difficile trasferta contro la Turchia, un momento che ha definito “scioccante” per l’intensità delle sensazioni provate.
La maglia di quella prima partita ha un posto speciale: Kayode l’ha fatta firmare da tutti i compagni di squadra e l’ha subito incorniciata. Un gesto che simboleggia un traguardo raggiunto anche grazie al suo club, il Brentford. “Se non avessi giocato qui, non sarei potuto arrivare in Nazionale”, ha ammesso il difensore. “Devo tutto a loro: ai compagni, allo staff. È un club fantastico che mi ha accolto in modo incredibile”.
Questo legame profondo ha pesato sulla sua decisione di rimanere in Premier League, nonostante l’interesse di altri club, tra cui l’Inter, durante l’estate. “Avevo già deciso di rimanere e rinnovare prima della fine della stagione. Per la mia crescita è stato fondamentale”, ha spiegato, sottolineando come la continuità al Brentford sia stata la chiave per la chiamata in azzurro. Il club inglese è per lui una “seconda famiglia”, al punto da aver ospitato il “gender reveal” per sua figlia direttamente allo stadio.
La crescita in Premier League passa attraverso sfide costanti. “In ogni giornata affronti un esterno fortissimo”, ha raccontato Kayode. L’avversario più difficile da marcare è stato Jérémy Doku del Manchester City, definito “elettrico e incredibile sui primi passi”. Ma è proprio confrontandosi con talenti di questo calibro che si migliora. Tra i bei ricordi, ha citato la partita giocata al Maradona contro Khvicha Kvaratskhelia, un duello preparato studiando centinaia di video per capire i movimenti dell’avversario.
I suoi modelli di riferimento restano due leggende del calcio italiano: Paolo Maldini e Cafu. “Sono stati giocatori spettacolari, da usare sempre come fonte d’ispirazione”, ha detto, sperando di poter diventare a sua volta un esempio per i più giovani. A chi lo prende come modello, offre un consiglio semplice: “Credere in quello che si ha ed essere sempre positivo”.
Diventato padre da poco, Kayode dedica ogni successo alla sua famiglia. Per il futuro, gli obiettivi sono chiari. Con il Brentford punta a raggiungere una qualificazione europea, mentre con la Nazionale spera di fare bene nei prossimi impegni e conquistare le fasi finali della Nations League. A livello personale, l’ambizione è continuare a migliorarsi, aggiungendo gol e assist al suo repertorio.



