Kimi Antonelli ha svelato un particolare rituale che lo aiuta a gestire la pressione del Mondiale di Formula 1: lavare la sua auto a mano. In un’intervista rilasciata a “The Athletic”, il pilota della Mercedes ha raccontato questa sua abitudine, diventata un appuntamento fisso prima di ogni Gran Premio.
La sua routine prevede di recarsi in un autolavaggio self-service per pulire meticolosamente, dentro e fuori, la sua Mercedes GT63. Antonelli ha specificato di non utilizzare mai lavaggi automatici, preferendo un approccio manuale che considera quasi terapeutico. “È un modo per rilassarmi e pensare ad altro”, ha spiegato il pilota, sottolineando come la sua presenza in un luogo così comune sorprenda spesso le altre persone.
Questa abitudine non è un vezzo, ma una componente della sua preparazione. “Adoro le auto e mi piace prendermi cura della mia. Vederla pulita è una soddisfazione”, ha aggiunto. “È diventata una routine: il giorno prima di partire per un weekend di gara, vado e lavo la macchina”. Questo gesto semplice rappresenta per lui un ponte verso la normalità, un modo per mantenere i piedi per terra.
Il bisogno di “staccare” è un tema ricorrente per il giovane pilota. Antonelli ha evidenziato l’importanza di trascorrere tempo con amici e famiglia per uscire dalla “bolla” della Formula 1. “Ogni volta che torno a casa, cerco di vivere una vita normale. Mi godo il tempo con i miei cari perché mi aiuta a resettare”, ha dichiarato.
Questa ricerca di equilibrio è la sua chiave per affrontare un ambiente competitivo in cui ha debuttato giovanissimo, ereditando un sedile prestigioso. Il pilota ha anche riflettuto sull’importanza dell’aspetto psicologico nelle corse. “Puoi essere molto talentuoso e veloce, ma se mentalmente non sei al top, tutto svanisce”, ha ammesso.
Ha raccontato di momenti in cui, pur sentendosi a suo agio con la vettura, non era pienamente pronto a livello mentale, a dimostrazione di quanto la serenità sia decisiva per la performance. Fuori dal circuito, Antonelli mostra un lato più rilassato e umano, come ha dimostrato condividendo un aneddoto sul suo rapporto con l’ingegnere di pista Bonnington.
“Dopo un ottimo risultato, mi piace andare da lui e abbracciarlo. All’inizio si irrigidiva, ma quest’anno ha imparato ad apprezzarlo, perché sa di essere parte dei miei successi”, ha concluso.







