La Roma ha ufficializzato la creazione di una squadra Under 23. L’annuncio è arrivato dal CEO del club, John Galantic, che ha delineato il progetto come un passo fondamentale per colmare il divario esistente tra il settore giovanile della Primavera e la prima squadra. L’obiettivo è fornire ai giovani talenti un percorso di crescita intermedio, sul modello già adottato da altri club italiani.
Questa iniziativa mira a risolvere un problema storico per il club: la dispersione di giovani promettenti. La società intende evitare che si ripetano casi come quelli di Alessandro Romano, ceduto al Cagliari, o di talenti come Frattesi e Calafiori, affermatisi altrove dopo aver lasciato Trigoria. “Dobbiamo puntare sulle giovanili e creare più Lulli e più Pisilli”, ha spiegato Galantic, indicando i due giovani già in orbita prima squadra come il modello da seguire.
Per la realizzazione del progetto, la Roma dovrà superare due ostacoli principali. Il primo riguarda l’individuazione di uno stadio omologato per la Serie C. Il Tre Fontane, attuale campo della Primavera, non possiede i requisiti e richiederebbe una ristrutturazione, mentre si valuta come alternativa lo stadio Stella Polare di Ostia.
Il secondo nodo è di natura economica. L’iscrizione al campionato di Serie C prevede il versamento di un contributo a fondo perduto di 720 mila euro alla Lega Pro, a condizione che vi siano posti disponibili. A questa cifra si aggiunge un budget operativo annuale, stimato tra i 2,5 e i 3,5 milioni di euro, per coprire stipendi, staff tecnico e logistica. Un investimento che l’UEFA considererebbe “virtuoso” e che potrebbe avere ricadute positive in ottica Fair Play Finanziario.
La squadra Under 23 offrirà anche una soluzione per la gestione dei numerosi giovani attualmente in prestito, come Mannini, Cherubini e Seck, permettendo al club di monitorarne da vicino la crescita. Sarà inoltre un approdo per i calciatori della Primavera al limite d’età, che altrimenti rischierebbero di essere ceduti prematuramente.
Questa mossa si inserisce in una strategia più ampia della proprietà Friedkin, che punta a un rafforzamento strutturale del club non solo attraverso il nuovo stadio, ma anche con una politica di mercato orientata su profili giovani. L’intento, come chiarito dal CEO, è superare la dipendenza dalle plusvalenze per costruire un futuro tecnicamente ed economicamente sostenibile, fondato sulla crescita dei propri talenti.





