LA TESTIMONIANZA. “18 ore di attesa al Pronto soccorso di Caserta. La chiusura di Maddaloni e S. Maria C.V…

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CASERTA – Pronto soccorso dell’ospedale di Caserta, 18 ore in sala d’attesa. La testimonianza di un utente: “Il personale fa quello che può con grande professionalità, dedizione e spesso facendo molto più di quello che gli spetta”. Il problema però resta ed è gravissimo soprattutto negli ultimi 5 anni in cui si è registrata la chiusura dei pronto soccorso di Maddaloni e Santa Maria Capua Vetere.

“La realtà dei fatti è quella che si vede in foto e soprattutto quella che si legge nel biglietto scritto a penna dietro i vetri dell’accettazione. Troppo pochi i pronto soccorso per coprire il bacino di utenza. Complimenti al personale sanitario e complimenti ai pazienti ed ai loro familiari, che con grande educazione attendono di essere visitati e curati nel migliore dei modi (logicamente considerando le disponibilità e i mezzi forniti dal servizio sanitario nazionale)” ha aggiunto l’utente dopo aver trascorso quasi una intera giornata al pronto soccorso di Caserta.

“La cosa più importante: mia mamma ha avuto tutte le cure del caso e dopo 18 ore è stata dimessa, indubbiamente è stato un calvario ma se si osserva con attenzione tutto non si può fare altro che complimentarsi con chi lavora in queste condizioni” ha poi concluso. A Maddaloni sono in corso i lavori che dovrebbero permettere la riapertura del pronto soccorso entro l’anno in corso.

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Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

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