Come può l’intelligenza artificiale favorire l’incontro tra persone e creatività negli spazi di una città? Ha provato a rispondere il progetto ARTECOM (Arte, Tecnologia e Comunità), sviluppato a L’Aquila nell’ambito dell’ecosistema RAISE – Robotics and AI for Socio-economic Empowerment. L’iniziativa, coordinata dall’Università degli Studi dell’Aquila in collaborazione con l’ateneo di Teramo e il Conservatorio Casella, ha avuto l’obiettivo di creare installazioni digitali per rendere il patrimonio culturale un luogo di partecipazione.
Il progetto ha portato l’intelligenza artificiale fuori dai laboratori per inserirla nel tessuto urbano. È stato sviluppato il prototipo di una struttura immersiva, simile a un piccolo igloo, dove i cittadini possono entrare e muoversi liberamente. Ogni gesto attiva una risposta generata dall’AI, che trasforma il movimento in un’esperienza di musica elettroacustica, suoni, immagini e proiezioni personalizzate in tempo reale.
L’installazione è stata pensata per non richiedere alcuna competenza musicale. Ogni movimento contribuisce a costruire un paesaggio sonoro unico, creando un dialogo continuo tra l’utente e l’ambiente digitale in un percorso di apprendimento interattivo e non formale. La scelta è ricaduta sulla musica elettroacustica perché la letteratura scientifica la riconosce come un potente strumento per lo sviluppo cognitivo ed emotivo, soprattutto durante l’adolescenza.
I compositori del Conservatorio hanno dato vita a cinque tracce ispirate a specifici tratti della personalità. L’intelligenza artificiale, partendo da registrazioni ambientali della città, ha proposto esperienze musicali adattive, capaci di valorizzare i lati più evidenti della personalità dei partecipanti e di stimolare quelli meno sviluppati. In questo processo, l’AI non si è sostituita all’artista, ma è diventata un partner creativo che ha amplificato le potenzialità espressive di ogni persona.
La sperimentazione ha avuto luogo a L’Aquila, una scelta dal forte valore simbolico. In un contesto di ricostruzione materiale e sociale dopo il terremoto del 2009, una tecnologia capace di favorire l’incontro tra giovani e comunità ha assunto un significato particolare. ARTECOM è diventato così uno spazio esperienziale che fonde arte, memoria e innovazione.
Durante la presentazione pubblica del progetto, la partecipazione è stata molto ampia e ha coinvolto con entusiasmo anche giovani con disabilità. La risposta ha confermato la validità di un sistema gratuito, accessibile e privo di barriere tecniche come strumento di espressione condivisa. L’eredità del progetto risiede nella sinergia multidisciplinare creata, che ha già ispirato nuove proposte internazionali per la valorizzazione artistica degli spazi urbani.



















