Liguria: la zootecnia che rigenera i pascoli

68
Zootecnia rigenerativa
Zootecnia rigenerativa

Luca Quirini, classe 1994, dopo il liceo classico sognava di diventare scrittore. Ha invece trovato la sua vocazione nell’agricoltura, diventando un interprete della sostenibilità nell’entroterra ligure. La sua passione è nata lavorando a contatto con vacche di razza piemontese, dove ha approfondito il legame cruciale tra animali, suolo e ambiente.

Sull’Appennino, tra Portofino e le Cinque Terre, ha così dato vita alla sua azienda. Ha acquistato la sua prima vacca, l’ha chiamata Quira, e con lo stesso nome ha fondato la sua impresa a Borzonasca, in provincia di Genova. Insieme alla moglie Sara, ha scelto di gestire i suoi 60 bovini e i terreni secondo i principi della zootecnia rigenerativa.

Questo approccio si basa su un ciclo virtuoso completamente naturale. Il suolo viene fertilizzato esclusivamente con il letame e l’urina degli animali, mentre il loro leggero calpestio stimola la crescita dell’erba. L’alimentazione della mandria è composta unicamente da erba fresca e fieno, senza alcun tipo di mangime industriale.

Gli animali vivono in completa libertà, sia di giorno che di notte. Il sistema del pascolo a rotazione è un elemento fondamentale: la mandria viene spostata regolarmente su diverse aree di prateria. Questa pratica permette al terreno di riposare e rinnovarsi, conservando la sua fertilità e prevenendo l’impoverimento. Grazie a questo metodo, è possibile nutrire un numero maggiore di capi sulla stessa superficie rispetto ai sistemi convenzionali.

La mandria di Luca e Sara pratica anche la transumanza, spostandosi stagionalmente tra praterie che si estendono dai 700 ai 1.400 metri di altitudine. Questo movimento non solo è diventato un’attrazione per la zona, ma svolge un ruolo attivo nella protezione dei boschi e nel mantenimento dell’ecosistema locale.

“I nostri animali vivono secondo natura”, ha spiegato Luca. “Trascorrono la maggior parte del tempo all’aperto, seguendo i ritmi biologici. Il nostro modello produttivo non punta solo alla qualità del prodotto, ma alla resilienza dell’intero ecosistema e alla sua sostenibilità economica nel lungo periodo”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome