Luca Quirini, classe 1994, dopo il liceo classico sognava di diventare scrittore. Ha invece trovato la sua vocazione nell’agricoltura, diventando un interprete della sostenibilità nell’entroterra ligure. La sua passione è nata lavorando a contatto con vacche di razza piemontese, dove ha approfondito il legame cruciale tra animali, suolo e ambiente.
Sull’Appennino, tra Portofino e le Cinque Terre, ha così dato vita alla sua azienda. Ha acquistato la sua prima vacca, l’ha chiamata Quira, e con lo stesso nome ha fondato la sua impresa a Borzonasca, in provincia di Genova. Insieme alla moglie Sara, ha scelto di gestire i suoi 60 bovini e i terreni secondo i principi della zootecnia rigenerativa.
Questo approccio si basa su un ciclo virtuoso completamente naturale. Il suolo viene fertilizzato esclusivamente con il letame e l’urina degli animali, mentre il loro leggero calpestio stimola la crescita dell’erba. L’alimentazione della mandria è composta unicamente da erba fresca e fieno, senza alcun tipo di mangime industriale.
Gli animali vivono in completa libertà, sia di giorno che di notte. Il sistema del pascolo a rotazione è un elemento fondamentale: la mandria viene spostata regolarmente su diverse aree di prateria. Questa pratica permette al terreno di riposare e rinnovarsi, conservando la sua fertilità e prevenendo l’impoverimento. Grazie a questo metodo, è possibile nutrire un numero maggiore di capi sulla stessa superficie rispetto ai sistemi convenzionali.
La mandria di Luca e Sara pratica anche la transumanza, spostandosi stagionalmente tra praterie che si estendono dai 700 ai 1.400 metri di altitudine. Questo movimento non solo è diventato un’attrazione per la zona, ma svolge un ruolo attivo nella protezione dei boschi e nel mantenimento dell’ecosistema locale.
“I nostri animali vivono secondo natura”, ha spiegato Luca. “Trascorrono la maggior parte del tempo all’aperto, seguendo i ritmi biologici. Il nostro modello produttivo non punta solo alla qualità del prodotto, ma alla resilienza dell’intero ecosistema e alla sua sostenibilità economica nel lungo periodo”.




















