Una femmina adulta di astore è tornata a volare libera nei cieli della Liguria dopo alcune settimane di osservazione. Il rapace era stato recuperato all’inizio di febbraio e affidato agli specialisti del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’Enpa di Genova.
Fin dal suo arrivo, l’esemplare ha colpito veterinari e volontari per una caratteristica distintiva: gli occhi di un intenso rosso acceso. Nell’astore, infatti, il colore dell’iride cambia con il passare degli anni: i giovani presentano occhi gialli, che diventano arancioni con la maturità e virano al rosso negli individui più anziani. Questo dettaglio ha permesso di capire subito che si trattava di un animale esperto, di almeno quattro o cinque anni.
Un altro elemento che caratterizza la specie è il marcato dimorfismo sessuale, con le femmine sensibilmente più grandi dei maschi. Proprio per le sue dimensioni imponenti, tra i volontari del centro il rapace era stato soprannominato affettuosamente “la signora astore”.
Al momento del suo arrivo al centro, l’animale non presentava ferite né fratture, una condizione che ha subito fatto sperare in un recupero rapido. Il rapace ha mostrato fin da subito un buon appetito, un segnale positivo per i veterinari che hanno comunque avviato una serie di controlli approfonditi per escludere qualsiasi problema.
Gli esami hanno evidenziato soltanto un lieve problema dermatologico alla pelle delle zampe, una condizione considerata non grave ma che è stata comunque monitorata con attenzione nei giorni successivi. Dopo le verifiche sanitarie e un breve periodo di osservazione in voliera, i veterinari hanno confermato che non esistevano motivi per trattenere ulteriormente l’animale in cattività, certificandone la piena ripresa.
Una volta ricevuta l’approvazione finale, l’astore è stata riportata nel punto esatto in cui era stata rinvenuta, con ogni probabilità il suo territorio di caccia e nidificazione. La scelta del momento per il rilascio non è stata casuale: con il periodo riproduttivo ormai alle porte, era fondamentale restituire l’esemplare al proprio ambiente naturale il prima possibile.
In questo modo, le è stata data la possibilità di riprendere il suo fondamentale ruolo ecologico e partecipare alla stagione degli amori. Concluso il viaggio di ritorno, il rapace ha potuto riprendere il volo e tornare alla sua vita selvatica, un momento emozionante per i volontari del CRAS, che l’hanno salutata con un augurio: “Buona vita, feroce signora.”



















