Lombardia, depositi di gas per la sicurezza nazionale

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Stoccaggio gas
Stoccaggio gas

L’ultimo Bollettino ufficiale degli idrocarburi del Ministero dell’Ambiente ha confermato il ruolo chiave della Lombardia nelle riserve di gas nazionali. La regione ospita infatti 6 delle 15 concessioni di stoccaggio presenti in Italia, distribuite tra Bordolano, Brugherio, Cornegliano, Ripalta, Sergnano e Settala per una superficie totale di 301 chilometri quadrati.

Questa vocazione ha radici storiche profonde. Tutto ha avuto inizio nel 1944 a Cavenago D’Adda, in provincia di Lodi, con la perforazione del pozzo Caviaga 1. Come ha raccontato Innocenzo Titone, presidente dell’Associazione pionieri e veterani Eni, si è trattato del “primo pozzo a gas in Italia” e del primo grande giacimento dell’Europa Occidentale, con riserve stimate in 12 miliardi di metri cubi.

Quella scoperta, seguita da altre a Ripalta Cremasca (1948), Cortemaggiore (1949) e Bordolano (1951), ha dato il via alla distribuzione di gas alle industrie della pianura padana, diventando un motore fondamentale per la ripresa economica del Dopoguerra.

Esaurita la fase pionieristica dell’estrazione, la Lombardia ha saputo reinventarsi trasformando i suoi giacimenti esauriti in siti di immagazzinamento. “Gli stoccaggi rappresentano il riutilizzo dei campi esauriti”, ha spiegato Titone. La geologia della regione si è rivelata un fattore determinante: i giacimenti lombardi sono formati da arenaria, una roccia porosa e permeabile che permette di iniettare e prelevare gas in modo efficiente, garantendo al contempo una lunga vita operativa agli impianti.

Oggi, questo sistema riveste un’importanza strategica per la sicurezza energetica del Paese. L’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Giorgio Maione, ha sottolineato come “avere una certa capacità di stoccaggio può essere utile alle nostre imprese”, specialmente alla luce delle attuali tensioni geopolitiche.

In base all’Intesa Stato-Regione, gli impianti sono stati potenziati con una rete di monitoraggio microsismico per controllare la sismicità locale e gli effetti delle operazioni di pompaggio. I siti lombardi attivi hanno una capacità complessiva di circa 9,7 miliardi di metri cubi, oltre la metà della capacità totale italiana, che ammonta a 18 miliardi di metri cubi.

Nel confronto nazionale, la Lombardia si distingue non solo per il numero di siti di stoccaggio ma anche per la gestione del fine vita delle attività estrattive. Sebbene sia quarta per numero di concessioni di coltivazione attive (8), la regione detiene il primato nazionale per le concessioni cessate in attesa di ripristino ambientale, con 9 aree su 36 totali in Italia.

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