Lombardia: nuove regole per il fotovoltaico agricolo

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Consumo suolo
Consumo suolo

La Regione Lombardia ha annunciato una revisione del suo progetto di legge sulle aree idonee per gli impianti a energia rinnovabile. Il precedente testo è stato superato per far posto a una versione aggiornata che punta a un “equilibrio dinamico” tra produzione energetica e tutela del territorio.

L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa degli assessori Massimo Sertori (Risorse energetiche), Alessandro Beduschi (Agricoltura) e Giorgio Maione (Ambiente). L’obiettivo è raggiungere il target di 8,766 GW di potenza rinnovabile richiesto dal Governo entro il 2030, ma ponendo al contempo un freno al consumo di suolo. Di conseguenza, la previsione di potenza installabile a livello regionale scenderà dai 12 GW del vecchio piano a 10 GW.

La nuova strategia è il risultato di un tavolo tecnico-politico che ha coinvolto anche le altre Regioni del bacino padano. Questo “Modello Padano” ha permesso di definire proposte unitarie sull’uso del suolo, in parte già recepite dalla normativa nazionale. Gli assessori hanno spiegato che le modifiche si baseranno su capisaldi condivisi, pur con differenze legate alle specificità di ogni territorio.

Il cuore della nuova proposta riguarderà la gestione della Superficie Agricola Utilizzata (SAU). La Giunta intende imporre un limite regionale allo 0,8% della SAU totale destinabile a impianti fotovoltaici a terra. Tuttavia, i singoli Comuni avranno la facoltà di alzare questa soglia fino al 3% della superficie agricola di loro competenza. Questi limiti potranno essere superati solo per progetti legati a Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) o per autoconsumo industriale.

Secondo le stime, questa scelta renderà disponibili circa 7.200 ettari, sufficienti a garantire una potenza aggiuntiva tra 3,1 e 4,8 GW, a seconda che si privilegi l’agrivoltaico o il fotovoltaico tradizionale. La potenza mancante sarà coperta da installazioni su tetti, dal potenziamento di vecchi impianti e dallo sviluppo di altre fonti, come l’idroelettrico.

Una delle principali motivazioni dietro questa stretta è la protezione del “Made in Lombardy”. L’assessore Beduschi ha definito il nuovo testo un “freno necessario” per evitare un’eccessiva occupazione di suolo che avrebbe minacciato i distretti delle grandi produzioni DOP lombarde. L’obiettivo è blindare le aree di maggior pregio agricolo, evitando che lo sviluppo energetico danneggi la filiera agroalimentare.

Per questo, la nuova legge darà priorità assoluta ad aree alternative ai campi coltivati. Saranno favorite le installazioni su coperture di edifici, tetti industriali e parcheggi. Un’attenzione particolare sarà rivolta anche alle aree già degradate, come discariche, siti da bonificare e cave dismesse, definite “passività ambientali da trasformare in risorse”.

Infine, la legge non sarà statica: è previsto un monitoraggio con revisione biennale dei target. Per quanto riguarda i procedimenti autorizzativi già in corso, la Giunta ha assicurato che non ci saranno effetti retroattivi: le istanze presentate con documentazione completa si concluderanno secondo le norme precedenti.

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