La Lazio ha iniziato la stagione con un record di punti dopo sei giornate, un avvio che non si vedeva neppure negli anni degli scudetti di Eriksson e Tommaso Maestrelli. Proprio il paragone con la squadra del ’74, più “artigianale” ma ricca di talento, ha trovato un’approvazione illustre: quella di Massimo Maestrelli, figlio dell’indimenticato allenatore del primo titolo biancoceleste.
Dopo un recente incontro a Formello, Maestrelli ha condiviso le sue impressioni su Gennaro Gattuso. “Ho trovato una persona straordinaria, innamorata del suo lavoro”, ha dichiarato. “Dialogando con lui, ho individuato un punto di contatto importante con l’esperienza di mio padre: la cura quasi maniacale che entrambi dedicano al rapporto con ogni singolo giocatore. È una premura che richiede tempo e pazienza, ma che crea un legame unico con la squadra”.
Rispetto alla celebre Lazio del ’74, nota per i suoi caratteri forti, Gattuso gestisce un gruppo diverso. “Mio padre aveva 13-14 giocatori, ma la complessità del loro carattere richiedeva un impegno doppio. Gattuso ne gestisce 30, quindi l’impegno è paragonabile”, ha spiegato Maestrelli. Questa attenzione alla coesione dello spogliatoio è considerata la chiave dei risultati attuali.
L’incontro tra i due ha fatto riaffiorare anche vecchi ricordi. “Ci siamo conosciuti trent’anni fa, quando lui aveva 18 anni e giocava nella Primavera del Perugia”, ha raccontato Maestrelli. “Aveva legato molto con Marco Materazzi, di cui io e mio fratello eravamo procuratori. Marco lo portava spesso all’Olimpico a vedere la Lazio, sperando che diventasse un tifoso biancoceleste”.
Oltre al carattere, la Lazio di Gattuso ha sorpreso per la qualità del gioco. “Tutti lo conoscono come un allenatore capace di infondere tenacia, ma la sua Lazio esprime anche un gioco molto bello e moderno”, ha sottolineato Maestrelli. Anche in questo si può notare un’analogia con la squadra del ’74, che giocava “alta” e con terzini propositivi. “Questa rosa ha molti giocatori di talento. Elementi come Frattesi, Tavares, ma anche Noslin e Belahyane stanno offrendo un rendimento eccezionale”.
Riguardo agli obiettivi stagionali, Maestrelli ha sposato la linea della prudenza di Gattuso, suggerendo di valutare il potenziale della squadra solo tra novembre e dicembre. “Certo, se continua così, può ambire a un piazzamento in zona Europa”. Un’altra curiosa analogia riguarda l’inizio di stagione: l’eliminazione dalla Coppa Italia contro il Mantova ha ricordato a Maestrelli quando la Lazio del padre, al primo anno in Serie A, fu eliminata in coppa dal Taranto. Infine, ha espresso un desiderio sul futuro stadio: “Sarebbe fantastico recuperare il Flaminio e meraviglioso se venisse intitolato a mio padre”.





