Maltempo Centro-Sud: crolla ponte sul fiume Trigno

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Crisi climatica
Crisi climatica

Un’ondata di maltempo estremo ha colpito il Centro e il Sud Italia, innescando un’allerta rossa meteo-idrogeologica diramata dalla Protezione Civile. Le piogge torrenziali e le intense nevicate hanno devastato in particolare Abruzzo, Molise e Puglia, dove i vigili del fuoco hanno effettuato centinaia di interventi per far fronte all’emergenza.

L’evento più grave si è verificato al confine tra Molise e Abruzzo, con il crollo totale del ponte sul fiume Trigno lungo la Strada Statale 16. La struttura era già stata chiusa al traffico per precauzione, ma ha ceduto durante le verifiche per una possibile riapertura, interrompendo un collegamento viario fondamentale per l’area.

La viabilità dell’intera area adriatica è stata messa in ginocchio. Un’imponente frana ha interessato l’autostrada A14 tra Vasto Nord e Vasto Sud, mentre nelle Marche un altro smottamento ad Acquasanta Terme ha isolato un centro abitato con circa quaranta persone. Nelle zone interne, come a Capracotta, la neve ha superato i due metri di altezza, costringendo alla sospensione della linea ferroviaria adriatica.

Numerosi fiumi hanno superato la soglia di allarme e sono esondati. Il fiume Pescara ha allagato alcune aree, rendendo necessaria l’evacuazione di quattordici persone a Chieti. In Molise, l’esondazione del fiume Carpino, amplificata dall’apertura controllata delle paratie di una diga, ha sommerso la zona industriale di Pettoranello.

Coldiretti ha definito la situazione un “bollettino di guerra per le campagne”. Le precipitazioni eccezionali, con oltre 80 mm di pioggia caduti in 48 ore sulla provincia di Foggia, hanno saturato i terreni, provocando fenomeni di ruscellamento che hanno distrutto coltivazioni di ortaggi, cereali e foraggio. I bacini idrici hanno sommerso interi appezzamenti agricoli.

Questi fenomeni non rappresentano semplici episodi di maltempo, ma sono la manifestazione di una crisi climatica che colpisce con violenza i territori più fragili. Un’analisi di Coldiretti ha evidenziato come tre eventi meteorologici estremi su quattro, registrati dall’inizio dell’anno in Italia, abbiano interessato il Mezzogiorno, a causa della cronica assenza di interventi strutturali di prevenzione del rischio idrogeologico.

L’emergenza, inoltre, non è terminata. Il successivo arrivo di un’ondata di gelo minaccerà le fioriture precoci, con gravi rischi per l’impollinazione e, di conseguenza, per la futura produzione agricola. A essere particolarmente esposte sono le varietà precoci di uva e i limoneti della Calabria.

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