Wayne Rooney ha preso una posizione netta e controcorrente: ha chiarito di non voler accettare la medaglia della Premier League 2011-12, qualora venisse revocata al Manchester City e riassegnata allo United. La sua dichiarazione si discosta da quella di altri ex compagni, pronti a rivendicare il titolo.
La discussione è nata in seguito alle 115 accuse per presunte violazioni finanziarie mosse contro il Manchester City. Una possibile sanzione potrebbe includere la revoca dei titoli conquistati dal club tra il 2009 e il 2018, aprendo un dibattito sulla legittimità dei suoi successi e sulla riassegnazione a posteriori.
La stagione 2011-12 fu particolarmente amara per i Red Devils, che persero il campionato all’ultima giornata per differenza reti. Il gol decisivo di Sergio Agüero contro il Queens Park Rangers consegnò il trofeo ai rivali cittadini in un finale memorabile.
Nonostante la delusione di allora, l’ex attaccante ritiene che la squadra guidata da Sir Alex Ferguson non fece abbastanza per vincere. “Avevamo un vantaggio di sei o sette punti a quattro o cinque giornate dalla fine e l’abbiamo gettato al vento”, ha ammesso in un’intervista. “Onestamente non mi sentirei a mio agio ad accettare un’altra medaglia, non credo che ce la meritiamo”.
Questa visione contrasta nettamente con quella di altri ex compagni. L’ex difensore Rio Ferdinand ha dichiarato che un’altra medaglia sarebbe stata “aggiunta alla bacheca”, arrivando a scherzare con l’ex calciatore del City Joleon Lescott: “Consegna il trofeo, le medaglie e basta”.
Anche il portiere David de Gea ha alimentato il dibattito sui social, chiedendosi ironicamente: “Allora… quanti titoli della Premier League ho vinto, alla fine?”. Le loro posizioni riflettono il desiderio di una parte dei tifosi di veder riconosciuta una giustizia sportiva retroattiva.
Rooney ha anche espresso solidarietà verso i giocatori del City di quella stagione, suggerendo che fossero inconsapevoli di eventuali illeciti. “Mi metto nei loro panni: sono calciatori, stanno facendo tutto il possibile per vincere. Se non sapevano nulla di quanto accadeva ai piani alti, io ne sarei devastato”.
Ha concluso ribadendo la sua ferma convinzione: “Potrebbero toglierle [le medaglie], ma io non la vorrei. Non credo che come squadra ce la meritassimo quell’anno, dato che non siamo arrivati primi. Sono contento delle cinque che ho vinto”.
Il mondo del calcio attende ora di conoscere le sanzioni che la Premier League infliggerà al Manchester City. Le ipotesi spaziano da multe a una possibile retrocessione, ma la gravità delle accuse rende concreta anche la revoca dei trofei. Fino a una sentenza definitiva, il dibattito rimarrà aperto.




