Il commissario tecnico della Nazionale italiana, Roberto Mancini, ha ufficializzato le sue scelte in vista dell’impegno amichevole contro la Francia. Come già accaduto in precedenti occasioni, il CT ha optato per una gestione mirata del gruppo, decidendo di non portare con sé l’intera rosa per la trasferta parigina.
Nove calciatori rimarranno a lavorare presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano. Si tratta di Honest Ahanor, Nicolò Cambiaghi, Diego Coppola, Daniele Ghilardi, Samuele Inacio, Eddy Kouadio, Rolando Mandragora, Massimo Pessina e Alessandro Romano. Questi atleti non hanno preso parte alla sessione di allenamento con il resto della squadra che si preparava alla partenza per Parigi.
La decisione, come spiegato in una nota ufficiale dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), rientra in una strategia ben precisa. “Con l’obiettivo di gestire al meglio la preparazione in vista della partita con la Turchia, in programma lunedì 5 ottobre a Bologna, il Ct Roberto Mancini ha deciso di non sottoporre tutta la rosa al trasferimento in Francia”, si legge nel comunicato. La scelta mira quindi a ottimizzare le risorse fisiche e mentali in un calendario denso di appuntamenti.
Mentre il gruppo principale si concentrerà sulla prestigiosa sfida contro i transalpini, i nove giocatori rimasti in Italia seguiranno un programma di lavoro personalizzato. Si sono sottoposti a una seduta specifica sotto la supervisione di una parte dello staff tecnico e del settore performance, che include figure come Massimo Maccarone, Cristiano Lupatelli, Giulio Nuciari e Luca Bossi. Questo approccio consente di svolgere un lavoro differenziato, concentrandosi su recupero, potenziamento atletico o aspetti tattici individuali.
La lista degli esclusi è eterogenea e comprende sia giovani talenti in cerca di esperienza nel giro della Nazionale maggiore, come Cambiaghi e Coppola, sia giocatori con maggiore esperienza come Rolando Mandragora. Questa metodologia permette a Mancini di valutare un gruppo allargato di atleti durante i raduni, per poi focalizzarsi su un organico più snello in prossimità delle partite.
La strategia di Mancini testimonia un’attenzione crescente alla gestione della fatica e alla programmazione a lungo termine. Affrontare due impegni ravvicinati richiede un’attenta pianificazione. Evitare un lungo viaggio a una parte della rosa permette a questi giocatori di arrivare più freschi e preparati alla partita successiva, garantendo al commissario tecnico maggiori opzioni di scelta.
Il precedente della trasferta di Bursa, citato dalla stessa FIGC, conferma che non si tratta di una decisione estemporanea, ma di un metodo di lavoro consolidato. L’obiettivo finale è massimizzare le prestazioni della squadra in ogni singolo incontro, bilanciando la necessità di far bene nell’immediato con la programmazione dei futuri impegni. La Nazionale si prepara quindi su due fronti, con un gruppo a Parigi per l’amichevole e un altro a Coverciano per preparare al meglio la sfida con la Turchia.





