‘Mando i video intimi a tua moglie’: due indagati. L’inchiesta che tocca Grazzanise, Teano e Casagiove

Oltre cento messaggi al giorno e minacce: secondo la Procura, il filmato sarebbe stato inviato alla moglie e alla cognata. Contestati stalking e diffusione illecita di video sessualmente espliciti

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Il palazzo di giustizia di S. Maria Capua Vetere
La sede del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere
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GRAZZANISE – Prima i messaggi, le offese e la minaccia di far arrivare alla moglie quei video intimi. Poi, secondo l’accusa, l’invio del materiale ai familiari. È la vicenda al centro dell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere su Davide De Simone, 51enne di Teano, e Maria Franca Barbato, 57enne originaria di Casagiove, indagati per atti persecutori e diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti.

L’indagine, condotta dai carabinieri, ora affidata al pm Domenico Verde e dichiarata conclusa, ricostruisce una sequenza di episodi avvenuti nel gennaio 2025. La persona offesa è originaria di Grazzanise: secondo quanto riportato nell’atto, aveva avuto una relazione con De Simone.

Da gennaio, De Simone gli avrebbe inviato oltre cento messaggi WhatsApp al giorno, con insulti e intimidazioni. Il 4 e il 5 gennaio, i due indagati avrebbero trasmesso all’uomo alcuni fotogrammi sessualmente espliciti, accompagnandoli con la minaccia di mostrarli alla moglie e provocare la fine del matrimonio.

Il 10 gennaio sarebbero arrivati altri messaggi dall’utenza in uso a Barbato. La donna avrebbe intimato all’uomo di telefonarle e di tornare dall’avvocato per far riscrivere una lettera e inviare delle scuse. In caso contrario, avrebbe consegnato alla moglie il materiale in suo possesso. Nei messaggi riportati dalla Procura compare anche una minaccia di gettarlo nel fiume Volturno.

Nella stessa giornata, Barbato avrebbe fatto esplicito riferimento a un video intimo, sostenendo di averlo registrato e annunciando che lo avrebbe inviato alla moglie entro poche ore. Il 18 gennaio, secondo la contestazione, il filmato sarebbe stato effettivamente inoltrato alla moglie e alla cognata della persona offesa. L’atto indica anche l’utilizzo di un profilo social riconducibile alla donna per la diffusione del video.

Per la Procura, le minacce e le molestie avrebbero provocato nell’uomo un grave stato di ansia e paura, inducendolo a modificare le proprie abitudini di vita.

Con le indagini chiuse, ora il pm valuterà la richiesta di rinvio a giudizio. De Simone è difeso dall’avvocato Emiliano Vaccarella, Barbato dall’avvocato Giuseppe De Lucia. La persona offesa è rappresentata dal legale Francesco Parente. Le accuse dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento: entrambi restano presunti innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.

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