Mazzola Jr: ‘Papà avrebbe riso dei tifosi juventini’

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Cronache sport calcio
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A due settimane dalla scomparsa di Sandro Mazzola, il figlio Sandro Jr. ha partecipato al Festival dello Sport di Trento per celebrare la memoria del padre. Ha condiviso un ritratto intimo della leggenda nerazzurra, descrivendo un legame profondo nato fin dall’infanzia.

“Entrò all’Inter che aveva otto anni e non ne è mai uscito”, ha raccontato Mazzola Jr. “Ho avuto la fortuna di vivere la mia infanzia con papà, sempre insieme alla Pinetina, dove avevo anche il mio armadietto. Mi ha trasmesso l’umiltà e la forza per credere in se stessi”. Ha poi ripercorso la dinastia calcistica della famiglia: dal nonno Valentino, simbolo del Grande Torino, a suo padre Sandro, che ha raccolto il testimone entrando nell’Inter di Helenio Herrera. Proprio il “Mago” stava per scartarlo perché lo riteneva troppo esile.

Sandro Jr. ha anche parlato della sua breve carriera da calciatore, spiegando come il padre abbia sempre cercato di non fargli pesare il cognome. “Per non far sentire ancora di più il peso, ha sempre preferito rimanere in disparte. Arrivava di proposito tardi alle mie partite e se ne andava via presto, nascosto da un cappellino”.

Al Festival di Trento è intervenuto anche Alessandro Altobelli, che ha espresso tutta la sua ammirazione per Mazzola. “Tremavo solo a vederlo, per me era un dio. Mi voleva all’Inter e quando abbiamo discusso dell’ingaggio, avrei pagato io per giocare con lui”.

Altobelli ha ricordato l’accoglienza ricevuta. “Mi ha accolto come un amico, mi ha dato fiducia e ha capito subito la mia situazione, dato che ero giovane ma già con moglie e un figlio. Ho giocato con lui solo quarantacinque minuti in un’amichevole in Cina, ma è stato indimenticabile. Ha mostrato a tutti noi la strada da percorrere”.

Un passaggio ha riguardato l’episodio avvenuto durante il minuto di silenzio per Mazzola, quando una parte della tifoseria della Juventus ha voltato le spalle al campo. Il figlio ha commentato con grande serenità: “Sono personaggi che frequentano tutti gli stadi e hanno fatto il più brutto autogol possibile. Però è gente che non va nemmeno considerata”.

La sua reazione riflette quella che, a suo dire, avrebbe avuto il padre. “Papà si sarebbe fatto una risata e avrebbe acceso un sigaro. L’errore che facciamo in Italia è dare importanza a questi gesti. Se avessero conosciuto mio padre, sono sicuro che non avrebbero fatto quello che hanno fatto”.

Mazzola Jr. ha infine svelato alcuni aneddoti sugli ultimi anni del campione. “Ormai non andava più allo stadio perché diceva che i giocatori bravi da vedere sono rimasti pochi, e che molti ai suoi tempi non avrebbero nemmeno portato la borsa”. L’unico che lo aveva davvero impressionato in anni recenti è stato Ronaldo “il Fenomeno”, perché “ogni giorno inventava una finta”. Dell’Inter attuale, invece, “si rivedeva in Thuram per caratteristiche e in Lautaro a livello umano”.

Anche Altobelli ha commentato l’episodio con i tifosi bianconeri, chiudendo con una riflessione lapidaria. “Hanno fatto un favore a tutti, perché se non capiscono che Mazzola si può solo amare, non possiamo farci nulla”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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