Meno discariche in Italia: scese a 102 nel 2024

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Discariche operative
Discariche operative

L’Italia ha compiuto un altro passo avanti nella gestione dei rifiuti, riducendo ulteriormente il numero di discariche operative. Secondo i dati dell’ultimo Report rifiuti urbani dell’Ispra, nel 2024 sono state censite 102 discariche per rifiuti non pericolosi di origine urbana.

Questo numero rappresenta una diminuzione di 10 impianti rispetto al 2023. La riduzione ha interessato tutto il territorio nazionale: il Nord è passato da 49 a 45 siti, il Centro da 24 a 23 e il Sud, con il calo più marcato, da 39 a 34. A livello regionale, il Piemonte si conferma l’area con più discariche attive (11), seguito da Marche e Toscana (9 ciascuna).

La tendenza alla chiusura delle discariche è un processo consolidato da oltre un decennio. Nel 2013, infatti, l’Italia contava 179 impianti che ricevevano 10,9 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Dopo una lieve risalita tra il 2018 e il 2021 (fino a 131 unità), la discesa è ripresa con costanza: 122 impianti nel 2022, 112 nel 2023 e infine i 102 attuali.

Parallelamente, è crollata la quantità di scarti smaltita con questa modalità. Negli ultimi dieci anni, si è registrata una riduzione del 43,4%, passando dai 7,8 milioni di tonnellate del 2014 ai 4,4 milioni del 2024. Il progresso più significativo si osserva confrontando i dati odierni con quelli del 2002, quando finivano in discarica 18,8 milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 63,1% del totale prodotto. Nel 2024, questa quota è scesa al 14,8%.

L’Ispra ha spiegato che questo risultato è dovuto a due fattori principali: l’incremento della raccolta differenziata e la maggiore diffusione dei trattamenti preliminari. Questi processi riducono il peso e il volume dei rifiuti indifferenziati destinati allo smaltimento finale. Nel 2024, la raccolta differenziata ha raggiunto il 67,7% a livello nazionale, in crescita rispetto al 66,6% del 2023.

Tuttavia, il report ha evidenziato anche un dato in controtendenza: la produzione complessiva di rifiuti urbani è aumentata di circa 664mila tonnellate rispetto all’anno precedente, arrivando a superare i 29,9 milioni di tonnellate.

L’obiettivo fissato dalla normativa europea, recepita dal decreto legislativo 152/2006, è di ridurre l’uso della discarica a una quota non superiore al 10% entro il 2035. Nel 2024, includendo anche i rifiuti derivanti da operazioni di incenerimento senza recupero di energia (260mila tonnellate), la percentuale complessiva di smaltimento in discarica si è attestata al 15,5%, in miglioramento rispetto al 17,3% del 2023. L’Italia si avvicina, dunque, al traguardo europeo.

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