George Russell aveva pianificato meticolosamente la sua ascesa, convinto che il 2026 sarebbe stato il suo anno. Con il cambio di regolamento tecnico, si aspettava di guidare una Mercedes dominante, replicando l’exploit del team del 2014. Le sue certezze, costruite fin da quando si presentò a Toto Wolff con un power point sulla sua carriera, si sono però scontrate con una variabile imprevista: l’esplosione di Kimi Antonelli.
Il pilota italiano ha completamente ribaltato le gerarchie interne. Se nel 2025, sua stagione di apprendistato, Russell lo aveva più che doppiato nei punti (319 a 150), il 2026 ha raccontato una storia diversa. La stagione è iniziata a Melbourne con una doppietta Mercedes che sembrava rispettare i ruoli, ma da quel momento Antonelli ha inanellato una serie di cinque vittorie consecutive. In pochi Gran Premi ha trasformato un vantaggio di 7 punti di Russell in un attuale distacco di 66 punti a suo sfavore.
La sorpresa è ancora più grande se si considera il calibro di Russell. Per tre stagioni ha tenuto testa a Lewis Hamilton, superandolo in classifica in due campionati su tre e battendolo nel confronto diretto in qualifica (39-29). La sua convinzione di poter gestire il giovane compagno non era quindi arroganza, ma una legittima aspettativa basata su dati concreti. La stagione 2026 del pilota britannico è stata però segnata anche da eventi sfortunati: un ritiro a Montreal per un guasto mentre era in testa e il tempismo sfavorevole di una Safety Car a Suzuka.
L’episodio più critico è avvenuto a Montecarlo. Durante un cambio gomme, il team ha dimenticato di fargli scontare una penalità di 5 secondi, costringendolo a un drive through che lo ha fatto precipitare dal possibile podio al dodicesimo posto. L’umiliazione più grande, però, è arrivata quando si è visto doppiare proprio dal compagno di squadra. Questi episodi hanno alimentato il dubbio che le attenzioni della scuderia si stiano spostando su Antonelli, celebrato anche dalla rivista Time come uno dei 100 sportivi più influenti.
Inizialmente Russell ha dichiarato di volersi “focalizzare solo su sé stesso”, ma ha poi iniziato ad ammettere che “la monoposto forse si adatta meglio a Kimi”. Dopo Monaco, ha riconosciuto che la stagione potrebbe diventare “del tutto diversa da come l’aveva immaginata”. Nonostante le difficoltà, ha affidato ai social un messaggio di resilienza: “Anche se tutto sembra contro, resto positivo e continuerò a lottare. Ogni singolo giorno!”.









