Il Milan non è andato oltre un pareggio nella trasferta contro un Sassuolo più che discreto. Un risultato che ha lasciato l’amaro in bocca, stridendo con le ambizioni di grandezza evocate dal cappellino ‘Make Milan Great Again’ mostrato da Gerry Cardinale in tribuna. La prestazione offerta ha infatti evidenziato più ombre che luci.
La squadra ha mostrato un volto preoccupante per tutto il primo tempo, apparendo lenta, impacciata e priva di un’idea di gioco definita. Una frazione deludente che ha messo in luce le difficoltà tattiche e la scarsa vena di molti interpreti, con un gioco che faticava a svilupparsi.
Nella ripresa la situazione è migliorata, soprattutto grazie all’ingresso di Modric. La sua presenza ha dato qualità e ordine alla manovra, tanto che la combinazione con Rabiot aveva portato al gol del momentaneo vantaggio. L’impatto del campione croato e del centrocampista francese ha dimostrato quanto siano imprescindibili per gli equilibri della squadra, un aspetto che le scelte iniziali di Amorim non sembravano aver considerato.
Analizzando le prove dei singoli, Maignan ha vissuto una serata impegnativa. Dopo un’ora di gioco ha compiuto due interventi prodigiosi prima di arrendersi incolpevolmente sulla rete del pari. In difesa, Gila si è confermato una risorsa importante sulla fascia, pur faticando a contenere Laurienté. Da registrare l’infortunio muscolare di Gabbia, appena rientrato, che ha permesso a De Winter di consolidare la sua titolarità al centro, affiancato da un Pavlovic più bloccato del solito per marcare Berardi, non sempre controllato a dovere da Estupiñán.
A centrocampo, Chukwueze ha deluso le attese, combinando poco e facendo rimpiangere Saelemaekers. Sulla corsia sinistra l’apporto di Moreira è stato appena sufficiente, sebbene più vivace rispetto a un Rabiot compassato nel primo tempo e a un Musah troppo scolastico. L’assenza iniziale di Modric si è sentita pesantemente.
In attacco, Pulisic è apparso poco coinvolto e lontano parente del giocatore ammirato nelle ultime uscite. Molto meglio Ramos, che però è stato cercato raramente dai compagni, costringendolo a un lavoro dispendioso per trovare palloni giocabili. Il suo passaggio dalla nazionale portoghese al club sembra averlo proiettato in un altro sport, dove la porta avversaria rimane un miraggio. A beffare i rossoneri è stato infine Odenthal, difensore olandese che l’anno precedente era retrocesso in Serie C con il Bari.




