Milan, allarme difesa: troppi gol su palla inattiva

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Cronache sport calcio
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Il Milan ha mostrato una preoccupante vulnerabilità sui calci da fermo in questo avvio di stagione. Sono già tre i gol subiti da palla inattiva, una fragilità che è costata complessivamente quattro punti in classifica e ha impedito ai rossoneri di trovarsi in testa al campionato.

Le reti incassate contro Sassuolo e Juventus hanno evidenziato problemi ricorrenti, riconducibili a disattenzioni individuali, a una scarsa percezione del pericolo e a un assetto tattico ancora da perfezionare. Il tecnico Ruben Amorim ha sottolineato la necessità di una maggiore gestione delle partite, specialmente dopo aver trovato il vantaggio.

L’episodio più recente è avvenuto contro il Sassuolo, con la rete di Odenthal che ha fissato il pareggio. Lo schema avversario, con un corner battuto basso da Laurienté, ha colto impreparata la difesa. Moreira, sul primo palo, non ha attaccato il pallone, mentre Ramos è rimasto immobile.

Il Milan ha difeso con un sistema a zona mista, ma le marcature a uomo non hanno funzionato. Pulisic ha perso il contatto con Odenthal, lasciandogli lo spazio per concludere a rete in un’area affollata, con ben sette giocatori rossoneri raggruppati vicino a Maignan, limitandone la visuale. L’atteggiamento passivo, come dimostra l’intervento timido di Musah, è il simbolo di una difesa che reagisce invece di anticipare.

Contro la Juventus, il gol del pareggio di Gatti è arrivato nei minuti di recupero, a seguito di un calo di concentrazione. L’azione è nata da una punizione evitabile concessa da De Winter. Sullo sviluppo, uno scambio corto ha sorpreso la difesa rossonera.

Nonostante la superiorità numerica in area, il cross ha trovato Gatti libero di colpire di testa tra De Winter e Loftus-Cheek, tradendo una mancanza di comunicazione sulle marcature. La linea difensiva è inoltre arretrata troppo presto, rinunciando a usare la trappola del fuorigioco e mostrando un eccesso di prudenza.

Meno pesante ai fini del risultato, ma altrettanto indicativa, è stata la rete subita contro il Torino. Su una punizione calciata da Gineitis, l’intera retroguardia del Milan si è mossa all’indietro ancora prima del tiro, con un posizionamento troppo basso e passivo.

In quella circostanza, Adams ha avuto tutto il tempo per coordinarsi e realizzare un gol di pregevole fattura. Nessun difensore rossonero ha letto il suo movimento né ha tentato di disturbarne la conclusione, limitandosi ad accompagnare l’azione con lo sguardo.

Questi episodi rivelano un modello costante: poca aggressività, errori di posizionamento e una gestione del pericolo inadeguata. La squadra sembra navigare in un limbo tattico tra la marcatura a uomo e la difesa a zona, senza un’identità chiara.

L’allenatore dovrà intervenire per correggere queste dinamiche. Le soluzioni potrebbero includere una linea difensiva più alta per sfruttare il fuorigioco, una maggiore aggressività nei duelli individuali e, soprattutto, una definizione chiara delle responsabilità in marcatura, per evitare che altre disattenzioni costino ulteriori punti.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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