Milan, Amorim cerca l’identità: potenziale lontano

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Cronache Mercato
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Contro il Sassuolo è arrivato il terzo pareggio consecutivo lontano da San Siro per il Milan, dopo quelli ottenuti sui campi di Juventus e Lazio. A differenza delle precedenti trasferte, il punto conquistato al Mapei Stadium ha lasciato l’amaro in bocca, rappresentando due punti persi più che uno guadagnato.

La squadra guidata da Rúben Amorim ha mostrato ancora una volta il suo volto più enigmatico. Dopo un avvio bloccato, ha disputato oltre quaranta minuti di buon calcio, per poi subire il pareggio di Odenthal a causa di un’improvvisa amnesia difensiva. Da quel momento, i rossoneri si sono rivelati incapaci di reagire per provare a riprendersi una vittoria che sembrava alla portata.

Questa prestazione ha rappresentato un passo indietro rispetto alla vittoria contro il Lecce del 20 settembre, che aveva illuso per qualità tecnica e un nuovo assetto tattico. La mancanza di mentalità nei momenti chiave è un problema evidente, come ha confermato uno dei leader del gruppo, Adrien Rabiot, al termine della gara. “Facciamo delle buone cose e poi ogni tanto non facciamo bene quello che dovremmo fare. Dopo il gol abbiamo subito subito due palle gol e ci ha salvato Mike. Dobbiamo rivedere la partita e analizzare tutto, potevamo fare molto meglio”.

Le difficoltà nascono da un’identità tattica non ancora definita. Il modulo fluido, che varia tra una difesa a tre e una a quattro durante la partita, con Gila che cerca ampiezza sulla destra, è apparso efficace in alcune circostanze ma fragile in altre. L’assenza di un vero undici tipo non permette alla squadra di consolidare meccanismi e certezze, fondamentali per gestire i vantaggi e le fasi complesse del match.

Lo stesso allenatore portoghese ha ammesso con grande onestà che la squadra è ancora un cantiere aperto. In una recente intervista, Amorim è stato profetico. “Mancano ancora molte cose. Cerchiamo di dominare il gioco in modo più costante, ma abbiamo molto da fare. Voglio una squadra riconoscibile, capace di vincere anche quando le cose non vanno perfettamente. Siamo ancora lontani dal nostro potenziale, ma abbiamo bisogno di tempo e continuità”.

Nonostante tutto, il bilancio non è del tutto negativo. Il Milan è ancora imbattuto dopo sei giornate, quattro delle quali disputate in trasferta contro avversari di livello. La classifica rimane positiva, ma è chiaro che la squadra vista finora non è ancora quella che il tecnico e il patron Cardinale avevano immaginato. Il percorso di crescita richiede di vincere e migliorare in parallelo, una sfida complessa che definirà la stagione.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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