Rúben Amorim, tecnico da sempre associato all’irremovibile difesa a tre, ha deciso di preparare una svolta tattica per il suo Milan. L’allenatore portoghese, dopo aver a lungo lavorato sul suo collaudato 3-4-2-1, opterà per un più offensivo 4-2-3-1 a partire dalla prossima sfida di campionato in casa del Sassuolo.
La decisione è maturata in seguito alle positive indicazioni ricevute nell’ultima uscita di Serie A contro il Lecce. In quella partita, la squadra ha mostrato una fluidità e una pericolosità offensiva superiori, convincendo il tecnico della bontà del nuovo assetto. La sensazione è che il Milan possa girare meglio, esprimendo un calcio più efficace e risultando allo stesso tempo più protetto in fase di non possesso.
Il lavoro di perfezionamento è proseguito durante la sosta per le nazionali. A Milanello, lo staff tecnico ha insistito sui nuovi principi di gioco, testati anche nell’amichevole disputata contro il Padova. Questo periodo è stato cruciale per oliare i meccanismi di una squadra che si appresta a cambiare pelle in modo significativo.
Centrale nel nuovo sistema sarà il lavoro di Gila. Il giocatore, formalmente un difensore centrale, avrà il compito di scalare sulla fascia destra in fase di costruzione, agendo quasi da regista aggiunto. Questa mossa tattica dovrebbe garantire una manovra più fluida e imprevedibile sin dalle prime battute, offrendo al contempo una maggiore solidità per prevenire i contropiedi avversari, un problema emerso nelle prime uscite stagionali.
Si tratta di un cambiamento storico per un allenatore che, in oltre 300 panchine ufficiali tra Braga, Sporting e Manchester United, ha abbandonato la difesa a tre in rarissime occasioni. La scelta, tuttavia, non è ideologica ma pragmatica: l’obiettivo è esaltare al massimo le caratteristiche dei numerosi talenti offensivi presenti in rosa.
Con un modulo più spregiudicato, giocatori di strappo e dribbling come Chukwueze, Moreira e Pulisic troveranno più spazio e saranno meno gravati da lunghi ripiegamenti difensivi. Ne beneficeranno anche interpreti come Modric, che potrà agire con maggiore copertura alle spalle, e l’attaccante Ramos, a cui potranno arrivare più rifornimenti e palloni giocabili in area di rigore.







