Christian Comotto rappresenterà una delle risorse giovani più interessanti per il Milan nella prossima stagione. Il centrocampista, classe 2008, è rientrato dal prestito allo Spezia e il nuovo allenatore Ruben Amorim ha deciso di integrarlo stabilmente nella prima squadra, bloccando ogni possibile nuova cessione.
La decisione è maturata durante il ritiro estivo, dove il tecnico portoghese ha avuto modo di valutare attentamente le potenzialità del ragazzo. Amorim ha comunicato alla dirigenza la sua volontà di sospendere tutte le proposte arrivate per il giocatore, convinto che possa rivelarsi una pedina preziosa dato l’impegno del club su tre fronti tra campionato e coppe.
A confermare le grandi aspettative su Comotto è stato Luca D’Angelo, suo ex allenatore allo Spezia, che lo ha guidato nella sua prima esperienza tra i professionisti. “Credo che fino a gennaio riuscirà a ritagliarsi dello spazio”, ha dichiarato il tecnico in un’intervista. “Per lui, inoltre, è utile anche il solo allenarsi quotidianamente con calciatori forti come Modric, un’esperienza formativa impagabile”.
D’Angelo ha sottolineato come l’età non debba trarre in inganno: “Stiamo parlando di un ragazzo nato nel 2008 che l’anno scorso ha già dimostrato il suo valore in un campionato difficile come la Serie B. Christian è già pronto per giocare dal punto di vista fisico, dinamico, di corsa e di inserimento. Chiaramente, gli manca l’esperienza, un fattore che acquisirà solo con il tempo e le opportunità”.
Nella scorsa stagione con la maglia dello Spezia, Comotto ha collezionato 30 presenze, la maggior parte delle quali partendo dalla panchina, un dato che testimonia un percorso di crescita graduale ma costante. Riguardo al suo ruolo ideale in campo, D’Angelo ha le idee chiare: “In questo momento lo vedo più come una mezz’ala in un centrocampo a tre, un ruolo che esalta le sue doti migliori”.
L’allenatore ha poi specificato le sue caratteristiche tecniche: “Può anche giocare in una mediana a due, ma le sue qualità principali sono quelle di un centrocampista interno: il movimento senza palla e la capacità di inserirsi negli spazi sono i suoi punti di forza. Non lo vedo bene dietro la punta: ha un ottimo tiro, ma ha bisogno di più campo per esprimersi al meglio”. Sarà compito di Amorim, ora, plasmare questo talento e valorizzarne il potenziale all’interno dello scacchiere rossonero.




