Dopo la parentesi esaltante con la nazionale portoghese, con cui ha trovato 3 gol in 4 partite, contro il Sassuolo sono riemerse le difficoltà avute finora da Gonçalo Ramos. L’attaccante non trova la via della rete dalla seconda giornata di campionato contro il Venezia: sono passati quaranta giorni e 450 minuti senza una gioia personale. La sua consueta prestazione generosa, con oltre 10 chilometri percorsi, è servita a poco, perché la squadra non può prescindere dai gol del suo numero nove.
Puntare il dito contro il centravanti è l’esercizio più facile, ma anche quello più lontano dalla realtà che i dati e le prestazioni hanno raccontato in questo avvio di stagione. Il problema appare più strutturale e riguarda l’intera fase offensiva della squadra guidata da Amorim.
Nei 90 minuti più recupero giocati al Mapei Stadium, l’attaccante ha avuto fondamentalmente solo due occasioni nitide, entrambe concentrate nel finale del primo tempo. La prima è stata un tiro di mancino respinto dal portiere avversario dopo un’ottima azione personale, mentre la seconda è stata un colpo di testa ravvicinato, parato ancora da Muric, su cui l’ex PSG poteva oggettivamente fare meglio.
Se da un lato il giocatore deve alzare il livello delle sue performance, dall’altro la squadra ha il dovere di servirlo con più frequenza e maggiore qualità. Contro i neroverdi, il nazionale portoghese si è visto poco anche nel vivo del gioco. Come sempre si è mosso molto per offrire soluzioni ai compagni, ma è stato trovato in rarissime occasioni.
Le statistiche della partita sono impietose e confermano questa lettura: in oltre 90 minuti ha toccato solamente 34 palloni, ha completato 14 passaggi e ha tentato 4 dribbling, senza però riuscire a superare l’avversario in nessuna circostanza. Numeri che testimoniano un isolamento preoccupante per un finalizzatore del suo calibro.
Le cause di questa inefficacia vanno ricercate anche nelle scelte estive. La decisione presa da Amorim e dalla dirigenza di cedere Nkunku solo in prestito al Lipsia, mantenendo a proprio carico il 60% dell’ingaggio, appare oggi come un errore di valutazione. La rosa ha poche frecce davvero offensive: Loftus-Cheek non ha offerto le garanzie sperate e Hutchinson ha fatto vedere ancora troppo poco.
Escludendo Pulisic, unico trequartista capace di incidere con continuità, gli altri interpreti del ruolo hanno pochi gol nei piedi. Cissè rappresenta una risorsa importante, ma deve essere portato gradualmente alla migliore condizione fisica e gestito con equilibrio, data la sua giovane età. Sorprende, inoltre, lo scarso utilizzo di Camarda, rimasto in panchina per tutta la durata dell’ultima gara.
Le responsabilità dell’allenatore portoghese sono evidenti, ma vanno analizzate nel contesto di un problema, quello del centravanti, che per il club è quasi atavico. Amorim è stato uno dei protagonisti principali nella costruzione della rosa e nella scelta di confermare alcuni giocatori. Ora ha il compito di trovare soluzioni, sia tattiche che di gioco, per mettere il suo attaccante nelle condizioni di fare gol. Tanti gol, considerando il peso delle aspettative che lo accompagneranno per tutta la stagione.





