Milan, la panchina nelle mani di Rangnick: i candidati

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Cronache sport calcio
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L’arrivo di Ralf Rangnick al Milan come responsabile dell’area tecnica è legato a una condizione precisa: sarà lui a scegliere il nuovo allenatore. Una richiesta che si aggiunge alla volontà di avere pieni poteri e di portare con sé i propri collaboratori, elementi già discussi in un precedente approccio con il club.

A differenza del passato, quando l’accordo sfumò anche per le elevate pretese, questa volta la dirigenza sembra orientata ad accogliere le sue condizioni. La domanda, quindi, è quali profili potrebbero rientrare nella sua lista di preferenze, attingendo dal gruppo di tecnici che condividono la sua visione del calcio.

La lista dei candidati prescinde dalla loro attuale disponibilità contrattuale e si concentra sui legami professionali. Tra i nomi più interessanti figura Matthias Jaissle, oggi tecnico dell’Al-Ahli. Rangnick lo ha allenato all’Hoffenheim e ne apprezza lo stile di gioco aggressivo, in linea con i dettami tattici che il Milan intende adottare.

Un altro profilo di primo piano è quello di Oliver Glasner, che ha appena guidato il Crystal Palace alla vittoria in Conference League. Il legame con Rangnick è forte: Glasner è stato suo vice al Red Bull Salisburgo e ne sposa pienamente le idee tattiche. Oltre al successo europeo, in carriera ha già vinto un’Europa League con l’Eintracht Francoforte.

Proseguendo nell’analisi, non si può ignorare Marco Rose, che ha giocato sotto la guida di Rangnick e ha ricoperto diversi ruoli da allenatore nell’organizzazione Red Bull, assorbendone i principi. Anche Roger Schmidt rientra in questa cerchia: è stato Rangnick a volerlo al Salisburgo, dove ha contribuito a definire lo stile di gioco moderno del club.

Impossibile non citare Julian Nagelsmann, attuale commissario tecnico della Germania. Rangnick lo ha formato ai tempi dell’Hoffenheim, prima nel settore giovanile e poi come collaboratore in prima squadra. Il suo nome era già stato accostato in passato alla panchina rossonera.

Completano il quadro Jesse Marsch, che ha esportato il sistema Red Bull tra Stati Uniti ed Europa, e Adolf “Adi” Hütter, che ha applicato le idee di Rangnick con successo in club come Eintracht e Monaco. È probabile che, in caso di accordo, il nuovo tecnico del Milan proverrà da questo gruppo di fedelissimi.

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