Milan, l’attacco non decolla: il progetto Amorim stenta

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Cronache sport calcio
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Il nuovo Milan di Rúben Amorim doveva segnare un taglio netto con il passato, proponendo un calcio dominante e aggressivo. Dopo le prime uscite, però, il progetto è ancora un cantiere aperto e la squadra appare ferma su alcuni principi della gestione precedente, faticando a imporre il proprio gioco.

Contro il Sassuolo sono emerse tutte le difficoltà attuali, specialmente nello sviluppo offensivo. Il centravanti Gonçalo Ramos, volto del nuovo corso, è sembrato spaesato e poco connesso con i compagni, costretto a rincorrere il pallone lontano dall’area di rigore. Nonostante un paio di conclusioni personali, la squadra ha creato poche occasioni nitide, confermando un trend che la vede nella parte bassa della classifica di Serie A per tiri totali e conclusioni da fuori.

La mancanza di coralità è l’aspetto che più ha preoccupato la proprietà. Il presidente Gerry Cardinale, presente al Mapei Stadium, non ha nascosto la propria delusione per la prestazione. Il patron si aspettava una reazione diversa e una maggiore incisività, vedendo invece una squadra slegata tra i reparti, dove spesso i singoli hanno agito senza un’idea comune. Nemmeno le iniziative di Moreira e Pulisic, tra i più attivi, sono bastate a mascherare i problemi strutturali.

Cardinale, che alla vigilia della trasferta si era presentato a Milanello per caricare l’ambiente, ha chiesto un deciso cambio di passo su tutti i fronti: intensità, pressing, atteggiamento e, soprattutto, concretezza. La spesa estiva, tra le più importanti nella storia del club, deve iniziare a dare i suoi frutti. Anche i calci piazzati, in particolare i corner, sono finora risultati innocui e non rappresentano un’alternativa valida a una manovra a tratti sterile.

La sosta per le nazionali, con quindici giocatori partiti, non ha aiutato il tecnico a oliare i meccanismi. Al rientro, il gruppo ha palesato le stesse incertezze, incluse alcune fragilità difensive come la distrazione costata il gol avversario. Secondo fonti vicine alla dirigenza, Cardinale avrebbe anche lamentato la direzione arbitrale di Fourneau, reo di non aver concesso un rigore e di aver sanzionato con troppa leggerezza un duro fallo avversario.

Ora serviranno soluzioni rapide, perché il calendario non concede tregua. Il Milan affronterà una serie di impegni ravvicinati tra Europa League e campionato, partendo dalla trasferta di Salisburgo. Questo tour de force, unito a una rosa con alcuni uomini ai box, rappresenta una difficoltà aggiuntiva ma anche l’occasione per dimostrare di poter invertire la rotta. La responsabilità ricade su allenatore e giocatori, chiamati a dare una svolta alla stagione.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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