Mario Gila è stato il terzo acquisto più oneroso del Milan nell’ultima sessione di mercato, con un investimento di 30 milioni di euro versati alla Lazio. Una cifra inferiore solo a quelle sborsate per Moreira, arrivato per 50 milioni dallo Strasburgo, e per Ramos, prelevato dal Paris Saint-Germain per 70 milioni. Le gerarchie economiche sono state però ribaltate dal verdetto del campo, che ha incoronato proprio Gila come il nuovo acquisto dal rendimento più elevato.
Il difensore spagnolo si è imposto per solidità, puntualità e carisma, diventando un pilastro del reparto arretrato. Gli altri due grandi investimenti estivi lo seguono a distanza: Moreira ha segnato tre gol ma non ha ancora conquistato un posto da titolare fisso, mentre Ramos si è distinto per il grande lavoro a servizio della squadra, senza però trovare continuità in zona gol. La crescente importanza di Gila è testimoniata anche dalla sua partecipazione al Festival dello Sport.
I numeri hanno certificato l’impatto del centrale spagnolo. Con lui titolare, la squadra è rimasta imbattuta e con la porta inviolata nelle sfide contro Venezia e Lecce. Al contrario, il muro difensivo ha ceduto nelle due trasferte di Torino, contro i granata e contro la Juventus: in entrambe le occasioni, il Milan ha subito gol nei minuti di recupero, dopo che Gila era già stato sostituito a causa di lievi problemi fisici. Due reti sono state incassate anche all’Olimpico contro la Lazio, in una serata difficile per tutta la squadra, e altrettante contro il Benfica in Europa League, partita in cui Gila è subentrato a ripresa iniziata.
Il tecnico Amorim ha individuato in Gila un elemento imprescindibile. Nelle prime fasi delicate della stagione, come nella partita contro il Lecce, l’allenatore non ha esitato ad affidarsi a lui, schierandolo sia in una linea a tre che in una difesa a quattro. La sua duttilità e la sua affidabilità lo hanno reso la guida che mancava al reparto, capace di offrire un senso della posizione e dell’anticipo di livello superiore.
L’obiettivo dichiarato di Amorim a inizio stagione era quello di ritrovare la solidità che aveva caratterizzato il Milan di Allegri un anno prima, quando la squadra vantava la miglior difesa del campionato. Di quel reparto sono rimasti De Winter e Pavlovic, ma è stato l’innesto di Gila a restituire vigore e sicurezza. Lo spagnolo si è dimostrato un leader non solo con le prestazioni, ma anche con le parole, come quando ha spronato i compagni dopo un primo tempo deludente contro la Lazio. Un carisma forgiato nel Real Madrid e affinato alla Lazio. Attualmente non convocato dalla nazionale spagnola, Gila può concentrare tutte le sue energie sul Milan.










