Walter Zenga è intervenuto con un messaggio forte e chiaro in seguito all’atto vandalico che ha recentemente deturpato il murale dedicato a Franco Baresi a Milano. Attraverso i suoi canali social, l’ex portiere ha pubblicato una riflessione profonda che ha immediatamente raccolto il consenso unanime del mondo sportivo e non solo, dimostrando come certi valori trascendano i colori di appartenenza.
Figure iconiche di un calcio che ha fatto la storia, Zenga e Baresi hanno rappresentato per anni l’anima delle due squadre milanesi, Inter e Milan. Le loro sfide nei derby della Madonnina sono state epiche, cariche di agonismo e passione, ma la grande rivalità sportiva non ha mai scalfito una profonda stima reciproca, cementata anche dalle importanti esperienze condivise con la maglia della Nazionale italiana.
Proprio facendo leva su questo legame speciale, l’ex ‘Uomo Ragno’ nerazzurro ha voluto condannare senza appello il gesto ignobile. “Franco Baresi è stato un avversario, un compagno in Nazionale, un capitano e soprattutto un uomo che ha dato dignità al calcio italiano”, ha esordito Zenga nel suo post, mettendo in primo piano il valore umano e simbolico della leggenda rossonera, riconosciuto da compagni e avversari.
Secondo l’ex interista, l’oltraggio all’immagine di una bandiera come il ‘Kaiser’ non costituisce un’offesa rivolta esclusivamente al Milan o ai suoi tifosi. “Imbrattare la sua immagine offende la storia del nostro calcio e tutti quelli che sanno ancora cosa significhi la parola rispetto”, ha proseguito, elevando la questione da un semplice atto di teppismo a un attacco ai valori fondanti dello sport.
Le sue parole hanno poi puntato a isolare completamente i responsabili, dissociandoli da qualsiasi logica di appartenenza a una tifoseria. “Chi ha fatto questo non rappresenta nessuna tifoseria. Rappresenta soltanto se stesso e la propria miseria”. Un’accusa netta e precisa che mira a delegittimare l’atto, riconducendolo alla pochezza intellettuale e morale di chi lo ha compiuto.
Il messaggio si è infine concluso con un appello che è diventato un vero e proprio manifesto di sportività, condiviso da migliaia di utenti. “Le maglie dividono. Il rispetto deve unirci. Sempre”. Una frase che incapsula perfettamente lo spirito del suo intervento, a cui ha fatto seguito una chiusura perentoria e affettuosa, quasi un monito: “Franco non si tocca”.








