Milano Cortina 2026: costi e danni per l’ambiente

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Olimpiadi insostenibili
Olimpiadi insostenibili

I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, presentati come i ‘più sostenibili di sempre’, mostrano profonde contraddizioni. Le promesse ambientali sono state disattese a favore di un evento che avrà un grave impatto sul territorio e sulle finanze pubbliche.

Contrariamente a quanto annunciato, il budget è quadruplicato rispetto agli 1,36 miliardi iniziali, rischiando di superare i 5,4 miliardi. La differenza sarà coperta interamente dai contribuenti, infrangendo la promessa di non usare fondi statali.

L’impatto ecologico è la critica più grave. La costruzione di nuovi impianti e cantieri in alta quota sta danneggiando ecosistemi alpini. Simbolo di questa politica è la pista da bob a Cortina: un progetto da oltre 120 milioni di euro che ha richiesto l’abbattimento di 500 larici secolari, senza garanzie di utilizzo futuro.

La cementificazione ha già provocato cedimenti del terreno, evidenziando i pericoli di uno sfruttamento intensivo del territorio, contro cui le associazioni ambientaliste si battono da tempo.

Paradossalmente, le emissioni generate dall’evento e dai suoi sponsor stanno sciogliendo la neve su cui si gareggerà. Uno studio ha stimato che le sole attività olimpiche causeranno la perdita di 2,3 km² di manto nevoso.

Il dato raddoppia considerando sponsor come Eni e Stellantis. Secondo le analisi, eliminare le partnership con le aziende più inquinanti avrebbe ridotto l’impronta dei Giochi di quasi il 60%.

Oltre al danno ambientale, c’è la beffa delle opere incompiute. Il 57% delle infrastrutture non sarà pronto per l’inaugurazione del 2026, con cantieri che si protrarranno fino al 2033. Queste opere non saranno quindi utili durante i Giochi, ma il loro costo graverà sui cittadini.

Nelle città, come a Milano, l’evento sta accelerando processi di speculazione immobiliare e gentrificazione, espellendo i residenti a causa dell’aumento dei costi abitativi.

La lista degli sponsor alimenta ulteriori polemiche. Tra i partner figurano Coca-Cola, principale inquinatore di plastica al mondo, e il colosso fossile Eni, la cui attività minaccia il futuro degli sport invernali.

Si aggiunge anche Leonardo, azienda del settore armamenti, la cui presenza stride con i valori di pace che le Olimpiadi dovrebbero rappresentare, diventando una vetrina per aziende controverse.

Le edizioni passate, da Torino 2006 a Rio 2016, dimostrano come il lascito di questi eventi sia spesso fatto di impianti abbandonati. Per evitare che Milano Cortina 2026 segua lo stesso destino, il Comitato Olimpico Internazionale deve riconsiderare il modello, liberando lo sport dalla morsa di interessi economici e sponsor inquinanti.

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