Milano: le capsule in alluminio si buttano nel giallo

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Riciclo alluminio
Riciclo alluminio

A Milano, il riciclo dei rifiuti ha compiuto un importante passo avanti. A partire dal 9 marzo, i cittadini possono smaltire le capsule del caffè in alluminio direttamente nel sacco giallo destinato alla raccolta del multimateriale leggero. Questa novità rappresenta una piccola ma significativa rivoluzione per le abitudini quotidiane e per la tutela dell’ambiente.

L’iniziativa è il risultato di una stretta collaborazione tra il Comune di Milano, Amsa (l’azienda che gestisce la raccolta rifiuti), A2A Ambiente, il Consorzio Imballaggi Alluminio (Cial) e Nespresso. Il progetto è stato presentato ufficialmente dall’assessora all’Ambiente Elena Grandi, dall’amministratore delegato di Amsa Marcello Milani, dalla direttrice di Nespresso Italiana Monica Pellegrini e dal responsabile Cial Francesco Guida. Per informare i cittadini è stata inoltre avviata una campagna di comunicazione dedicata.

Il cuore tecnologico di questa innovazione risiede nell’impianto di selezione di Muggiano, gestito da A2A Ambiente. La struttura è stata oggetto di un profondo intervento di ammodernamento, completato alla fine del 2024. Grazie a questi lavori, l’impianto è stato potenziato per separare con maggiore efficacia la frazione più piccola e leggera degli imballaggi in alluminio. Proprio questa frazione, a cui appartengono le capsule, presentava in passato le maggiori difficoltà di recupero rispetto a contenitori più grandi come lattine o vaschette.

Una volta raccolte e separate nell’impianto, le capsule usate seguono un percorso di trattamento specifico. Vengono prima lavate per eliminare i residui e poi sottoposte a un processo di pirolisi. Si tratta di una decomposizione termochimica che avviene in assenza di ossigeno: il calore permette di separare l’alluminio puro dalla componente organica, ovvero i fondi di caffè.

Questo metodo non solo consente di recuperare una materia prima preziosa, ma apre a scenari di economia circolare virtuosi. La frazione organica recuperata potrebbe essere utilizzata per produrre syngas, un gas di sintesi che a sua volta potrebbe alimentare il processo di pirolisi stesso. In questo modo si creerebbe un ciclo energetico parzialmente autosufficiente, riducendo l’impatto ambientale del trattamento.

Il progetto milanese si inserisce in un contesto normativo europeo in evoluzione. L’iniziativa anticipa di fatto quanto previsto dal nuovo Regolamento dell’Unione Europea sugli imballaggi (PPWR), che entrerà in vigore il 12 agosto 2026. Tale regolamento definirà ufficialmente le capsule del caffè come imballaggi, rendendone obbligatoria la gestione all’interno dei sistemi di raccolta differenziata. L’esperienza di Milano si pone quindi come un modello apripista, dimostrando la fattibilità tecnica e logistica del recupero di questi materiali prima dell’obbligo di legge.

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