Milano-Seregno: cantieri fermi, imprese in crisi

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Cantieri fermi
Cantieri fermi

Il progetto per la metrotranvia Milano-Seregno, che dovrebbe riutilizzare in gran parte il vecchio tracciato della linea per Carate/Giussano, risulta di fatto bloccato. A sollevare nuovamente la questione è stata la Confcommercio di Milano, Lodi, Monza e Brianza, insieme alla sua divisione territoriale dell’Alta Brianza, denunciando una situazione diventata insostenibile per il tessuto economico locale.

L’associazione dei commercianti ha lanciato una serie di allarmi sull’opera nel corso degli ultimi anni. Il primo avvertimento risale al gennaio 2023, quando la durata prevista delle operazioni era di 38 mesi. Già nel settembre 2024, durante una conferenza stampa a Desio, era stata denunciata l’interruzione dei lavori e la necessità di ristori per le attività in difficoltà.

Nonostante alcuni appelli siano rimasti inascoltati, si è poi aperto un canale di dialogo con la Città Metropolitana di Milano, culminato in un primo incontro e seguito da altre riunioni per aggiornare gli imprenditori coinvolti. Si sono tenute anche audizioni in Regione Lombardia, ma sul fronte dell’avanzamento dei lavori tutto è rimasto immobile.

In una nota congiunta, le due sezioni di Confcommercio hanno sottolineato la gravità della situazione. «I cantieri che risultavano fermi nel 2024 sono drammaticamente sempre fermi», si legge nel comunicato, evidenziando come una condizione denunciata come insostenibile già un anno e mezzo fa sia ora ulteriormente peggiorata.

Simone Errico, direttore di Confcommercio Alta Brianza, ha descritto lo stato di crisi delle attività commerciali situate lungo il percorso dell’infrastruttura. «C’è uno stato drammatico di abbandono e di immobilità», ha spiegato. «Questo sta determinando un perdurante impatto economico negativo, con perdite di fatturato fino al 20% direttamente riconducibili alla presenza delle aree di lavoro e alle limitazioni d’accesso».

Oltre al danno economico, Errico ha evidenziato le pesanti ripercussioni sulla viabilità locale, con chiusure di incroci, deviazioni e limitazioni al traffico che incidono sulla mobilità quotidiana dei cittadini. Si stima che tra i comuni di Bresso, Desio e Nova Milanese siano circa 200 le attività letteralmente sospese, di fatto ostaggio di un’opera incompiuta.

«È nostro dovere mantenere alta l’attenzione su quest’opera che definire incompiuta è un eufemismo», ha affermato Ermanno Gatti, presidente di Confcommercio Alta Brianza. «Ad oggi dalla Città Metropolitana di Milano non abbiamo notizie concrete sull’accelerazione delle operazioni. E invece servono tempi certi con una comunicazione trasparente».

A Gatti ha fatto eco Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza: «L’andamento lento della Metrotranvia non è più tollerabile. Torniamo a chiedere bandi specifici con ristori per le imprese più colpite».

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