Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha approvato il suo Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) per il triennio 2026-2028. Questo documento non introduce nuovi obiettivi quantitativi, ma si concentra su come rendere l’azione amministrativa dello Stato più efficace per realizzare la transizione ecologica e gli interventi previsti dal PNRR.
Lo scopo principale è rafforzare le strutture interne, i processi e la governance del Ministero. L’idea di fondo è che per passare dalle normative ai cantieri sia necessario un apparato pubblico ben organizzato, con competenze adeguate e procedure chiare, intervenendo su tempi e coordinamento.
Un capitolo fondamentale del piano riguarda la sicurezza energetica, che non sarà più gestita come una risposta alle emergenze. Diventerà una funzione strutturale e ordinaria dell’azione amministrativa, con l’obiettivo di garantire la stabilità dei flussi e la continuità operativa delle infrastrutture strategiche.
Il MASE si è dato il compito di potenziare le attività di pianificazione e monitoraggio del sistema energetico. Il rafforzamento delle funzioni amministrative è visto come una leva diretta per aumentare la resilienza del sistema nazionale.
Il PIAO ha affrontato uno dei nodi cruciali per la transizione: l’aumento strutturale dei procedimenti autorizzativi per impianti a fonti pulite, sistemi di accumulo e reti elettriche. Per gestire questa mole di lavoro, il piano prevede il potenziamento delle strutture che si occupano delle istruttorie e delle valutazioni.
Sarà consolidata la digitalizzazione dei procedimenti per aumentare l’efficienza e la tracciabilità delle decisioni. Un altro punto chiave sarà il rafforzamento del coordinamento tra lo sviluppo delle fonti e la pianificazione delle reti, superando la frammentazione che in passato ha causato notevoli rallentamenti.
Anche la decarbonizzazione industriale è stata inquadrata come un processo prima di tutto amministrativo e regolatorio. Il Ministero avrà il compito di coordinare meglio le politiche ambientali, industriali ed energetiche, in linea con le direttive europee.
Una particolare attenzione sarà dedicata alla gestione delle filiere strategiche, come quella delle materie prime critiche. L’obiettivo è migliorare la capacità di analisi e gestione dei procedimenti complessi, fattore determinante per l’avvio dei grandi progetti industriali.
Il piano ha destinato un asse specifico all’economia circolare, con l’obiettivo di attuare il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti e completare il quadro normativo sull'”end of waste” (la cessazione della qualifica di rifiuto). La certezza amministrativa è considerata fondamentale per attrarre investimenti nel riciclo e nel recupero di materia.
Infine, il documento ha integrato la resilienza climatica e la tutela del territorio nella pianificazione ordinaria. La prevenzione del dissesto idrogeologico e la gestione della risorsa idrica sono considerate attività strutturali per la sicurezza del Paese e delle sue infrastrutture, incluse quelle energetiche.
Tutti questi obiettivi sono stati collegati a un sistema di misurazione della performance e del “valore pubblico” generato. Questo approccio è centrale per assicurare la corretta attuazione del PNRR, che vede il Ministero come una delle principali amministrazioni attuatrici. Il piano mira a rafforzare i meccanismi di controllo per ridurre ritardi e criticità.





















